Mercoledì 07 Agosto 2013

Il Pardo ruggisce

Primi film a Locarno

La locandina del film “2 guns” (“Cani sciolti”), del regista Baltasar Kormakur, con protagonisti Denzel Washington e Mark Wahlberg, che aprirà questa sera alle 21.30 in piazza Grande l’edizione numero 66 del Festival del film di LocarnoSir Christopher Lee: l’esperto attore riceverà a Locarno l’Excellence Award che ogni anno premia attori di spicco della scena internazionale. La serie di riconoscimenti prevista garantisce alla rassegna internazionale elvetica quel giusto tocco di mondanità, elemento indispensabile

Un film, “2 guns” (“Cani sciolti”), che ha appena esordito in vetta al box office americano, aprirà questa sera l’edizione numero 66 del Festival del film di Locarno (però alle 15.45 sarà presentato in prima mondiale il documentario “Indebito” di Andrea Segre, un viaggio musicale nella crisi in Grecia, seguito da un concerto di Vinicio Capossela accompagnato da cinque musicisti greci).

Ma il film hollywoodiano non è un sintomo compromissorio con il mercato di una manifestazione che in passato aveva competenza sugli esordi (ed è il caso di ricordare che giusto cinquant’anni fa in riva al Verbano “I basilischi” di Lina Wertmuller conquistò la Vela d’argento, come si chiamava allora il premio locarnese) e sulle cinematografie nuove ed emergenti.

Un territorio progressivamente battuto dai grandi festival, però, e Locarno ha reagito sia adeguando alle proprie caratteristiche il red carpet, un tempo negletto, sia accentuando una funzione di confine che già era nelle prerogative perfino geografiche della rassegna.

Il programma di questa edizione lo dimostra per un verso con la sfilata di registi e interpreti destinatari di una serie di riconoscimenti - questa sera sir Christopher Lee riceverà l’Excellence Award che ogni anno premia attori di spicco della scena internazionale - utili per il tocco di mondanità dello spettacolo di Piazza grande, “cuore e vetrina” del Festival oltre che uno dei più bei cinema all’aperto del mondo, ma che di regola offrono un’opportunità diretta di confronto con registi e interpreti, se non addirittura inedite master class.

Per il verso della programmazione, invece, il senso di frontiera è ancora più spiccato: le vuole dichiaratamente oltrepassare tanto il Concorso internazionale, che spazia sul cinema d’autore contemporaneo con 20 lungometraggi, quanto il concorso Cineasti del presente, 16 tra opere prime e seconde, documentari - che a Locarno vantano un rilievo antico considerato che la Settimana della critica è espressamente dedicata al cinema documentario - compresi.

Ancora più da scoprire sono i film della selezione fuori concorso: nuove forme narrative e linguaggi innovativi contrassegnano per esempio le proposte di Valérie Donzelli, la regista di “La guerra è dichiarata”, e di Werner Herzog , destinatario per altro di un Pardo d’onore, oltre che di una cospicua rassegna personale.

Il programma del Festival, 250 film provenienti da 40 Paesi, però è ben altrimenti sfaccettato: Pardi di domani, fucina di talenti, propone corto e mediometraggi di giovani autori indipendenti, il cinema svizzero si riserva una vetrina di nuove produzioni e di pellicole riscoperte, la sezione Open Doors è dedicata al Caucaso meridionale, con opere rappresentative delle cinematografie nazionali di Armenia, Azerbaigian e Georgia, Histoire(s) du cinéma è la sezione in cui il Festival tributa il proprio omaggio, quest’anno, a Otar Iosseliani, Sergio Castellitto, Faye Dunaway, Anna Karina, Paulo Rocha, Douglas Trumbull, Jacqueline Bisset. Quest’ultima scorterà la proiezione in Piazza grande di “Ricche e famose” (1981), opera ultima di George Cukor cui è dedicata una completa retrospettiva. Da sola basterebbe per qualificare un festival.

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