Il Sociale diventa il San Carlo di Napoli
per un film sulla vita di Mysliveček

Da lunedì in teatro a Como le riprese de “Il boemo”, dedicato al compositore settecentesco - Una coproduzione tra Italia, Repubblica ceca e Slovacchia affidata al regista Petr Vaclav

Il Sociale diventa il San Carlo di Napoli per un film sulla vita di Mysliveček
La preparazione per il film “Il boemo”, sulla vita di Josef Myslivecek
(Foto di © Petra Hajska)

Ancora una volta il Teatro Sociale di Como diventa... teatro, delle riprese di un film. La massima sala cittadina in questi giorni ospiterà le riprese de “Il boemo”, coproduzione tra Italia, Repubblica Ceca e Slovacchia con un cast internazionale guidato dal regista Petr Vaclav.

Tra i protagonisti il celebre controtenore francese Philippe Jaroussky e del direttore Václav Luks, perché si tratta di un film incentrato sulla vita di un grande, ma oggi dimenticato, compositore settecentesco: Josef Mysliveček. Nato a Praga nel 1737, visse gran parte della sua vita adulta in Italia dove era apprezzatissimo e richiestissimo, forse anche più di Mozart, che lo stimava e lo vedeva come un modello mentre il compositore ceco non vide mai in quel giovane prodigio un possibile rivale.

La storia, si potrebbe dire, ha dato ragione ad Amadeus, perché le opere e le sinfonie di quest’ultimo sono eseguite costantemente in tutto il mondo. Che ne è, invece, della “Medea”, della “Semiramide”, del “Bellerofonte”, per non citare che tre melodrammi applauditi all’epoca e, oggi, caduti nell’oblio? Che ne è, soprattutto, de “La clemenza d Tito”, scritta da Mysliveček su libretto di Metastasio, lo stesso che utilizzerà Mozart per la sua ultima opera? Proprio per restituire alla storia della musica la figura di Mysliveček, Vaclav si è messo al lavoro su questo lungometraggio. Mysliveček, “il boemo”, soprannominato così già all’epoca per quel cognome così difficile da pronunciare per noi (la trascrizione più utilizzata all’epoca era Misslivecek, ma restava ostico). È un’indagine che parte da lontano.

Già nel 2009 il regista ha trascorso quasi un anno a Villa Medici a Roma tra le carte del compositore: «Il film – anticipa – racconta la storia di questo grande artista a cui l’Italia ha dato tutto, immaginando quei passaggi della sua vita andati perduti attraverso i fatti storici, con l’intento di ricostruire fedelmente lo spirito del suo tempo e la ricchezza dell’Italia che a quell’epoca fiorisce di corti e repubbliche desiderose di eccellere». Le arie e le composizioni di Mysliveček sono state riscoperte dopo 250 anni e saranno utilizzate come colonna sonora del film, registrata dall’orchestra Collegium 1704 sotto la direzione di Luks.

Il cast

La fotografia è di Diego Romero, la scenografia è di Luca Servino, i costumi sono di Andrea Cavalletto. Le riprese al Sociale inizieranno il 29 luglio. All’interno del teatro verrà ricostruito il San Carlo di Napoli, la città dove Mysliveček morì nel 1781. Oltre a Philippe Jaroussky, partecipano anche il soprano Raffaella Milanesi e numerosi altri cantanti coinvolti in un film dal cast internazionale, tra cui spiccano Juan Sancho, Krystian Adam, Sophie Harmsen, Simona Saturova, Emoke Barath, Benno Schachtner. Terminata la parte comasca, si girerà poi anche in Liguria, in Sicilia, a Venezia e Praga. Non è certo la prima volta che il Teatro Sociale apre le sue porte al cinema, ma mai come in questo caso è davvero la location perfetta per quello che sarà un’ode alla grande musica del Settecento.
Alessio Brunialti

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