Interprete, servitore, despota?  Ceccato e  il direttore d’orchestra
Aldo Ceccato, oggi ospite al teatro Sociale di Como

Interprete, servitore, despota?

Ceccato e il direttore d’orchestra

Como: appuntamento molto particolare oggi, mercoledì 13, alle 18 (ingresso libero) al teatro Sociale. Il maestro milanese presenterà il suo saggio e risponderà alla domande di Fedora Sorrentino

Chi è, un direttore d’orchestra? Un musicista più completo degli altri, un interprete al sommo grado; un despota, oppure un fedele servitore della musica e della compagine che guida? Quella della direzione d’orchestra, storia affascinante e tutto sommato recente nella più vasta storia della musica, trova oggi, mercoledì 13 marzo, alle 18 in Teatro Sociale un narratore e testimone di grande autorevolezza come Aldo Ceccato.

Il maestro milanese - guida delle orchestre filarmoniche di Detroit, Amburgo, Bergen, direttore artistico e musicale dei Pomeriggi Musicali fino all’attuale figura di direttore emerito insieme alla Filarmonica di Moravia, apprezzato nelle rassegne sinfoniche di tutto il mondo per oltre quarant’anni - si mette a disposizione del pubblico comasco e delle domande del presidente del Teatro Sociale di Como/ AsLiCo Fedora Sorrentino, che l’ha invitato per presentare il suo ultimo saggio, “Breve Storia della direzione d’orchestra. Ieri, oggi… e domani?” edito da Pendragon.

La chiacchierata, ospitata nel foyer del Sociale con ingresso libero, promette di essere un viaggio dentro la storia e i segreti del più carismatico, enigmatico, ‘liturgico’ dei ruoli musicali dal punto di vista dell’esecuzione al massimo livello e dell’interpretazione del volere dei compositori. Ceccato promette di sviscerare, come nel suo libro, le caratteristiche della figura, spesso definita come la più autorevole e autoritaria, che in realtà si fa carico con responsabilità, senso acribico, passione e preparazione, di trasferire al pubblico intenzioni ed emozioni, scritte e tramandate dagli autori, mediando il segno lasciato sulla partitura, le tradizioni, le prassi che mutano e ricercano, con l’individualità del direttore d’orchestra artefice, concertatore, demiurgo del suono. Una sorta di condottiero o, in termini anglosassoni, “conductor”: “Direttore d’orchestra in tedesco si indica con ’dirigent’, in francese con ’chef d’orchestre’ e in inglese è ’conductor’ “, fa notare Ceccato. “La prima volta che andai negli Stati Uniti, sceso dall’aereo ho dovuto sottopormi ai controlli della dogana; il funzionario fra le altre cose mi chiese quale fosse la mia professione e io risposi ’conductor’. Ma lui insistette ’Tram or train conductor?’.”

L’incontro svelerà anche cosa significa dirigere l’orchestra oggi, indagano i contenuti del volume che ripercorre la figura del direttore d’orchestra dalla sua nascita, in pieno Settecento, fino alle potenzialità future, comprese quelle legate agli esperimenti di intelligenza artificiale con robot che provano a cimentarsi in questa disciplina.

Aldo Ceccato, classe 1934, ha studiato al Conservatorio di Milano pianoforte con il celebre Carlo Lonati, composizione con Bruno Bettinelli e direzione d’orchestra con Sergiu Celibidache. Dal suo debutto a Milano con il “Don Giovanni” di Mozart nel 1963, Ceccato ha diretto in 36 nazioni del mondo le più prestigiose orchestre come Filarmonica di New York, Chicago Symphony, Boston Symphony, London Philharmonic, Berliner Philharmoniker, Nhk di Tokyo, Staatskapelle di Dresda in un’ampia discografia per Emi, Abc, Philips, Frame.


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