“La lunga notte del jazz” al Sociale
Il trionfo della bellezza diffusa

Seconda edizione della kermesse riuscitissima. Per molti comaschi un'occasione per scoprire musicisti e spazi inediti

Un nuovo grande successo per “La lunga notte del jazz” al Teatro Sociale. Fortemente voluta da Aslico nel cartellone della Stagione notte, organizzata assieme al Lake Como Jazz Club, ha bissato i consensi dello scorso anno attirando un pubblico numerosissimo.

Nel concerto inaugurale, il grande Fabrizio Bosso ha dapprima rinnovato il sodalizio con il pianista Julian Oliver Mazzariello spaziando tra origianali e sorprese come l’iniziale “Domenica è sempre domenica”, proprio la vecchia sigla del Musichiere e, quindi, incipit ideale. Per la seconda parte, il trombettista si è misurato con la Como Jazz Orchestra diretta da Valentina Mazzoleni che si è distinta anche come vocalist in una “Sophisticated lady” di Ellington che alterna lirismo e funk. Ma la lunga notte è stata, appunto, lunga e bella da vivere in tutte le sale del teatro. Il Ridotto ha, rispetto a quanto annunciato, invertito le due proposte, quindi musica in Sala Bianca e mostra nella Sala Zodiaco e alla contemplazione dei suggestivi ritratti di musicisti firmati da Edmondo Canonico e Stefano Galli si è unita la meraviglia per la bellezza della sala stessa, che molti non conoscevano.

Grandissima la suggestione offerta dal sottopalco mentre per il finale i giovani Five Quarters nel foyer hanno spostato l’asse sul rhythm’n’blues dimostrando di meritare ampiamente tutti i consensi che stanno raccogliendo così come il plauso va a Stefano Fagetti del Jazz Club per avere coordinato questa “long night”.
Alessio Brunialti

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