Laura Fedele & Heggy Vezzano  Un sabato comasco
Laura Fedele

Laura Fedele & Heggy Vezzano

Un sabato comasco

Oggi due set alle 20,20 e alle 22 allo Spazio Natta per “Accomodatevi - Take a seat” - Al Broletto il trio di Francesco D’Auria, Marco Castiglioni e Luca Calabrese

Il secondo sabato di “Accomodatevi – Take a seat”, la rassegna promossa dal Comune di Como che ha fatto discutere per l’inusuale possibilità di munirsi di sgabelli previo documento di identità dal lasciare all’autosilo di via Auguadri per portarselo agli eventi (che non devono superare i 50 minuti) oltre che per il bando arrivato a luglio avanzato.

Ma nonostante le premesse, non manca la buona musica e, nel caso di stasera doppia (anzi, quadrupla) buona musica. Nota su Nota propone in contemporanea alle 20.30 una performance del duo di Laura Fedele e Heggy Vezzano allo Spazio Natta di via Natta 18 e del trio di Francesco D’Auria, Marco Castiglioni e Luca Calabrese al Broletto. Entrambi gli spettacoli replicheranno alle 22, quindi si può scegliere a quale assistere per primo (ricordando che nella corte di palazzo Natta c’è già una quarantina di sedie, in piazza del Duomo no, anche se ci sono i sassi).

Quelli coinvolti sono nomi tutti ben noti e apprezzati, non solo nel comasco. Laura Fedele ha un animo black: non solo jazz, ma anche blues e soul, venature pop, canzone d’autore… in una sola parola: musica. Genovese di nascita, partenopea di discendenza, si è fatta conoscere, musicalmente, a Milano, con performance che mettevano in risalto sia le sue splendide doti vocali, sia una tecnica pianistica che arriva dal cuore del Sud degli Stati Uniti. Il suo primo disco, “Right now” è del 1984 e subito dopo la troviamo nella Treves Blues Band per lo storico “3”.

All’era del vinile risalgono anche “Strie” e “Anomalé”, dischi oggi introvabili mentre “Free to be jazz” è un vero e proprio atto d’amore della cantante nei confronti della grande musica americana.

Il curriculum di Vezzano è davvero impressionante ed eterogeneo. È un bluesman, e su questo non ci piove, ma riesce a prestare la sua arte anche ad artisti pop come Emma Marrone e Francesco Renga, è uno stretto collaboratore di Nina Zilli e Giuliano Palma, ma si vede anche con la Blues For The Working Class Band di Daniele Tenca. In passato ha suonato con Andy J. Forest, Ronnie Jones, Jerry Dugger e altri bei nomi della black music. In ogni situazione dà il meglio di sé, personalizzando tutto quello che tocca con le sue sei corde. E tra le tante collaborazioni c’è anche quella, storica, con Laura Fedele: sarà un ritrovarsi, questa sera. Per parlare di Francesco D’Auria e Marco Castiglioni, entrambi batteristi che sanno spaziare dal jazz più tradizionale all’avanguardia, si potrebbe dire che tra le tante cose che accomunano questi due amici musicisti c’è, ultimamente, quella di avere abbracciato anche la canzone d’autore, D’Auria, recentemente con Davide Van De Sfroos, Castiglioni da tempo con i Sulutumana.

In questa occasione la batteria resterà a casa e si dedicheranno alle percussioni per una performance davvero inusuale, a sostegno dell’agile tromba di Calabrese. Anche la sua è una carriera da incorniciare: come sideman ha attraversato ere e stili, chiamato da nomi di altissimo prestigio, come leader si è distinto per inventiva e versatilità.


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