Lella Costa: «L’amore in ritardo, ora senza pregiudizi»

Teatro In scena questa sera al Sociale di Como con Elia Schilton nello spettacolo “Le nostre anime di notte”

Lella Costa: «L’amore in ritardo, ora senza pregiudizi»
Lella Costa ed Elia Schilton in scena ne “Le nostre anime di notte”
(Foto di Marina Alessi)

Grandi interpreti per una storia dai toni intimi e profondi. Ecco il programma del nuovo appuntamento on la prosa, nella sezione Prosa off, che va in scena, questa sera, martedì 15 novembre, alle 20.30, al Teatro Sociale di Como. Saranno infatti Lella Costa ed Elia Schilton, diretti da Serena Sinigaglia, i protagonisti di “Le nostre anime di notte”, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore americano Kent Haruf. Arriva dunque sul palcoscenico della sala comasca, la delicata vicenda di Addie e Louis, due anziani ultrasettantenni che si innamorano in tarda età. Una storia che è stata anche rappresentata su grande schermo, nel 2017, grazie alla magnifica prova di due divi del cinema come Jane Fonda e Robert Redford. Per la versione teatrale italiana, la drammaturgia, scritta, con attenzione alla struttura narrativa originale, da Emanuele Aldrovandi, vede nei panni della vivace Addis, la sempre brava e intensa Lella Costa, mentre Elia Schilton, attore di grande personalità, è Louis. Un cast importante che promette di emozionare. (Biglietti per assistere allo spettacolo a 20 euro più prevendita. Info: teatrosocialecomo.it e 031/270170).

Parliamo dello spettacolo con Lella Costa, che lascia, per questa volta, il teatro di narrazione, per cimentarsi in una prova diversa.

Signora Costa, questo spettacolo è un vero “passo a due”…

Direi proprio di sì. Sono molto felice di lavorare per rappresentare un testo davvero bello e delicato e anche di potermi calare, profondamente, nell’interpretazione del mio personaggio, trasformandomi anche fisicamente. In scena, posso permettermi di uscire un po’ da me stessa.

Si racconta una storia d’amore con i capelli bianchi.

I due protagonisti sono ormai anziani. Da sempre buoni amici, si sono avvicinati solo dopo la morte dei rispettivi coniugi. È Addie a fare il primo passo, con la sua strana e “indecente” proposta di dormire insieme, per fugare le rispettive solitudini. Da lì nasce una relazione fatta di tenerezza, rispetto, amicizia e amore.

Una situazione che oggi non è più così rara. Che ne pensa?

Oggi, è vero, non è così raro che due persone non più giovani scelgano di vivere una nuova storia d’amore. Il pregiudizio che l’amore sia una cosa per giovani è stato, in generale, fugato. Ecco perché si può dire che il romanzo di Haruf e anche il nostro spettacolo siano piuttosto centrati sul tema della relazione che è importante ad ogni età. Anche i giovani possono imparare molto a Addie e Louis, in termini di cura, attenzione, sensibilità. In fondo, la relazione tra esseri umani è troppo preziosa ed è importante viverla sempre nel rispetto gli uni degli altri. Lo abbiamo imparato negli anni scorsi, quando è stata messa in difficoltà.

La regia è firmata da Serena Sinigaglia. Quali le caratteristiche dell’allestimento?

Serena ha seguito con una grandissima cura lo spettacolo, approfondendone l’aspetto più intimo. La scena ha come unica cornice la camera della coppia, in cui avviene il racconto della storia dei due personaggi. Il pubblico vive un incantamento narrativo, attraverso Addie e Louis. Inoltre, la drammaturgia di Aldrovandi è molto attenta allo snodarsi degli eventi che passano tutti attraverso l’esperienza dei due protagonisti .

È una storia lieve che fa sentire bene, soprattutto in un momento così difficile e complesso come quello che stiamo vivendo.

Lei e Serena Sinigaglia siete co-direttici del Teatro Carcano di Milano. Una grande soddisfazione?

Sì, ma anche una importante responsabilità che mi impegnerà moltissimo nei prossimi mesi. Sono molto felice di lavorare ancora con Serena che sta realizzando un grande progetto triennale su El Nost Milan di Carlo Bertolazzi. Debutteremo ai primi di dicembre con la prima parte, dal titolo “La povera gente”. È un lavoro corale che ben si attaglia alle corde di Serena e di Atir. Esservi coinvolta è davvero un onore e un grande piacere.

Per un teatro che esce dalle sale ad incontrare la realtà?

Un compito importante e imprescindibile.

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