“L’Officina non si arrende!”: live a prova di ordinanza
Il percussionista Francesco D’Auria: oggi due set

“L’Officina non si arrende!”:
live a prova di ordinanza

Accesso limitato, distanze rispettate: a Como la musica prova a ripartire

“L’Officina della Musica non si arrende!”. È il motto del locale di via Giulini 14/B a Como, che, stasera, sabato 7 marzo, alle 21 e alle 22, proporrà due set jazz con il quartetto del percussionista Francesco D’Auria. Un concerto completamente “a normativa”, più che a norma, quindi con accesso limitato a quaranta persone (meno della metà della capienza effettiva del locale), con prenotazione, rispetto delle distanze, servizio ai tavoli, «perché la musica non è infettiva».

Come tutti i bar che vivono anche di concerti, l’Officina tenta di convivere con le ordinanze che si susseguono e che sembrano cancellare tutti gli spettacoli, non solo nei luoghi di grande assembramento di persone, come i palazzetti, o dove è difficile se non impossibile mantenere la distanza di sicurezza, come accade nei teatri o ovunque i posti siano fissi e, naturalmente, vicini, senza contare la moltiplicazione del rischio di contagio che si ha quando aumenta il numero degli esseri umani fisicamente presenti nello stesso luogo chiuso.

«Ma tutto questo non ha niente a che vedere con la musica», spiega Cecilia Casella che, nei giorni scorsi, ha dato vita a due iniziative “a porte chiuse”, trasmettendo due eventi solo in streaming dal palco dell’Officina, chiedendo donazioni per aiutare un locale che, in questo momento, come tutti, è a incasso zero, ma con tutte le spese vive da sostenere. «Chi ha donato ha offerto molto più del prezzo di un biglietto, mi sono commossa e non posso che essere riconoscente – commenta – Ma è anche chiaro che così non si sopravvive».

La grande domanda a cui nessuno ha ancora dato una risposta è: ma se un bar rispetta tutti i punti dell’ordinanza, quindi mantiene la distanza di sicurezza tra gli avventori riducendo la capienza, effettua solo servizio ai tavoli, a quel punto se qualcuno sta anche suonando, che differenza fa? «Ho chiesto pareri ovunque, in sede istituzionale – racconta – ho trovato la massima comprensione, anche dalla Siae che lunedì si riunirà a livello nazionale proprio per trovare una soluzione». La speranza è che si possa ricominciare a fare musica dal vivo, naturalmente rispettando le limitazioni: «Bisogna fare quadrato, dagli operatori del settore, che rinunceranno a una bella fetta dell’incasso, ma almeno lavoreranno, ai musicisti, che dovranno ridurre i compensi, ma anche in questo caso è un sacrificio preferibile a non lavorare e non guadagnare del tutto fino alla fine dell’emergenza». Sul palco con D’Auria, Bruno Lavizzari al pianoforte, Roberto Quadroni al sax alto e soprano e Mario Preda al contrabbasso: «Sono amici che ringraziamo tantissimo, ci fanno un vero regalo».

Ma il pubblico ci sarà? «Lo scopriremo stasera. Speriamo che chi ha voglia di musica venga a trovarci sapendo di poterlo fare in tutta sicurezza». Ingresso libero con consumazione obbligatoria a 10 euro, prenotazioni al 349/28.03.945.
Alessio Brunialti


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