Sulla via della seta a ritmo di rock I 7Grani alla conquista della Cina
I 7Grani durante una delle loro esibizioni in Cina seguite da un numeroso pubblico

Sulla via della seta a ritmo di rock
I 7Grani alla conquista della Cina

La band comasca reduce da un tour e dalla registrazione di un video in Oriente. Un successo nato dalla loro canzone “Ragazza di Nanchino” e dal documentario che ha ispirato

Grande successo in Cina per i 7Grani: la band comasca è appena rientrata da un tour che ha riscosso grandissimi consensi, consolidando il rapporto tra i tre fratelli Fabrizio, Mauro e Flavio Settegrani e il Grande Paese, iniziato dopo la realizzazione del documentario “Ragazza di Nanchino”.

«Dopo aver letto il libro ‘The rape of Nanjing” abbiamo scritto quel brano - ricorda Fabrizio - e siamo stati intervistati da Radio Pechino. Il brano piacque molto a Performing Art Group che ci ha invitato a girare un documentario, un videoclip e ad aprire lo Youth Festival, trasmesso dalla tv cinese e organizzato dall’Unesco, proprio a Nanchino nel 2015». E i 7Grani non potevano sfuggire all’attenzione di un appassionato e attento divulgatore quale è Zhang Changxiao, per noi Sean White, autore del best seller “Creuza de Mao” che ha fatto conoscere i cantautori italiani in Cina.

Nuove collaborazioni

«Negli ultimi anni abbiamo iniziato a collaborare con ragazzi cinesi impegnati a diffondere l’arte, la cultura e la musica italiana nella loro tera – spiega Mauro Settegrani – Fin dall’inizio si sono innamorati delle nostre canzoni e ci hanno chiesto di partecipare a molte iniziative a Milano». Tra le altre il Capodanno cinese con Finardi e altri artisti cinesi ed italiani e il Music Festival con gli Octopus ed Enrico Ruggeri.

Tre Tappe

«Dopo questi eventi hanno iniziato a promuovere la nostra musica in Cina e siamo stati chiamati per questo tour di tre date in una settimana nella zona di Jiangshan nel Sud, a due ore di treno superveloce da Shanghai».

L’anno scorso per questo progetto era stato organizzato un tour di Giovanni Allevi. Sono stati tre live molto diversi fra loro, spiegano: «Il primo proprio a Jiangshan, un concerto incredibile con le nostre gigantografie e maxischermi che non ci aspettavamo di certo. Un’organizzazione e uno staff di persone molto competenti ci hanno dato la possibilità di suonare davanti a migliaia di persone eseguendo le nostre canzoni in italiano, precedute da una poetessa cinese che traduceva e spiegava i testi. Il pubblico Cinese è molto caloroso e delicato anche negli applausi, ci ha ascoltato incuriosito e poi alla fine si è scatenato». Ma i 7Grani hanno anche cantato in cinese: «Abbiamo interpretato “Mo Li Hua” un brano popolarissimo: dopo ogni concerto dovevamo fermarci almeno una mezz’ora per le foto».

Gli altri concerti? «Le altre due date a Nian Badu, una piccola città storica, all’interno di una piazza circondata da architetture antiche. Durante la settimana siamo stati guidati a visitare luoghi e paesaggi fantastici. Dalle montagne ai laghi fino alla casa di Mao! E ci hanno fatto conoscere anche una cucina cinese squisita, che in Italia non siamo abituati ad assaggiare. L’ultima notte siamo stati a Shanghai, fra i grattacieli, per realizzare le riprese di “Quello che vedo io”, un brano del nuovo album che stiamo registrando». La prossima tappa della carriera.


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