Torna Giada Negri:  «Principesse, poesie e la magia di crescere»
Giada Negri

Torna Giada Negri:

«Principesse, poesie
e la magia di crescere»

Dopo “Storia di un coronavirus” un album da colorare per l’artista comasca

Un album da colorare dedicato a quei bambini e a quelle bambine, di tutte le età, che non smettono mai di sognare. Il titolo, “Principesse e Poesie”, racchiude tutto il suo mondo delicato e profondo, un mondo abitato da creature immaginarie e fantastiche, figlie di un talento e di una sensibilità rara e preziosa, messi a disposizione, nei mesi difficili appena trascorsi, per la realizzazione di diversi progetti dedicati ai bambini.

Dopo aver illustrato “Storia di un coronavirus”, il racconto scritto da Francesca Dall’Ara, psicologa e psicoterapeuta del Servizio per le disabilità complesse e Malattie Rare dell’Uonpia della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e aver dato forma e colore ai personaggi e alle ambientazioni di “Nano Gianni e i granelli rossi”, una fiaba scritta dal ricercatore dell’Università Cattolica di Milano, psicoterapeuta familiare ed esperto della mente in contesti di emergenza Fabio Sbattella e pubblicata da Giunti Editore, l’artista comasca Giada Negri ha deciso di racchiudere in una pubblicazione indipendente le Principesse che l’hanno accompagnata durante il periodo di quarantena, abbinando ad ogni disegno un’ispirazione poetica.

Come sono nate le tue Principesse?

Durante la quarantena, nel tentativo di fare qualcosa per regalare un sorriso ai più piccoli costretti a casa, ho iniziato a disegnare e pubblicare online, gratuitamente, qualche principessa, in modo che i bambini potessero scaricarle e colorarle come la loro fantasia suggeriva, ma non pensavo assolutamente che potessero diventare qualcos’altro.

Quando e perché hai deciso di raccoglierle in un album?

A causa dell’emergenza sanitaria, negli ultimi mesi ho lavorato tantissimo con l’editoria, mentre di solito a questo alterno diverse collaborazioni, come, ad esempio, con le gallerie d’arte. Avevo voglia di staccare un po’ da tutto questo, mi sono accorta che le mie principesse erano parecchie ed ho deciso di radunarle, tutte insieme, in un unico album.

I disegni sono accompagnati da poesie.

Copertina dell'album da colorare Principesse e Poesie

Copertina dell'album da colorare Principesse e Poesie

Da dove arriva questa ispirazione?

Ho da sempre una gran passione per la scrittura, che ultimamente è esplosa con più forza. Ho così pensato che sarebbe stato carino accompagnare le immagini a piccole poesie dedicate ai bambini, proprio per mettere in comunicazione tra loro due arti diverse. Quelli della mia generazione sono cresciuti con autori straordinari come Gianni Rodari, ma oggi sono pochissimi gli scrittori che si dedicano a questo genere letterario ed è un vero peccato, perché i più piccoli possiedono la capacità innata di raccontare il loro mondo attraverso versi e frasi poetiche e hanno bisogno, adesso più che mai, di stimoli come questi.

Da cosa è stata dettata la scelta di pubblicare “Principesse e Poesie” in autonomia?

Avevo voglia di farlo in questo momento e per conto mio, senza attendere i tempi lunghi imposti dalle regole editoriali, per poterlo distribuire subito sul nostro territorio. Per ora è acquistabile online, su richiesta, ma, da settembre, sarà disponibile presso la libreria Sottobosco di Fino Mornasco e in altri negozi di Como e provincia.

Quali sono le caratteristiche delle tue Principesse?

Le mie principesse prendono le distanze dall’idea comune che si ha di loro, non sono creature fragili ed eteree chiuse in una torre dorata in attesa di qualcuno che le salvi, ma sono piccole donne che hanno sogni e passioni, determinate e forti, che possono fare tutto e hanno in mano il loro futuro. Non sono solo concentrate sul proprio aspetto o sugli abiti che indossano, ma sono libere di essere e diventare tutto quello che desiderano. Il loro mondo magico è prezioso e importante, va preservato e custodito, con la consapevolezza che le bambine di oggi saranno le donne di domani, e il ruolo dei genitori in questo è fondamentale. Questo non significa demonizzare il maschile a favore del femminile, anzi. Credo che sia necessario trasmettere, sin da subito, che si è tutti, in uguale misura, persone indipendenti, nel rispetto e nell’accettazione reciproca.


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