Un “Elisir” corale da bere d’un fiato: Como si conferma Città della Musica

Festival Ieri 170 coristi sul palco dell’arena del Teatro Sociale per la XV edizione dell’evento. Convincono i cantanti non professionisti, diretti da Manuel Renga. Venerdì e sabato si replica

Un “Elisir” corale da bere d’un fiato: Como si conferma Città della Musica
Como: prima dell’Elisir d’amore all’arena del teatro Sociale
(Foto di Andrea Butti)

Un debutto festoso e coinvolgente quello di ieri sera, nell’Arena del Teatro Sociale di Como. È andato in scena “L’Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, nella serata inaugurale del Festival Como Città della Musica, giunto alla sua XV edizione e ripreso, finalmente, dopo il lungo stop dovuto alla pandemia.

Come sa bene chi conosce le iniziative di Aslico, la serata inaugurale del Festival è tutta dedicata a “200.Com. Un progetto per la Città”, la particolare formula dell’opera partecipata che attribuisce un ruolo centrale ai coristi non professionisti che per mesi si sono preparati all’emozionante debutto.

Centosettanta

Quest’anno sono centosettanta, e hanno saputo portare tutta la passione di cui sono capaci come contributo allo spettacolo, partecipando oltre che alle lezioni musicali anche a seminari per migliorare la propria recitazione. Come già comunicato nei giorni scorsi, l’allestimento, diretto da Manuel Renga, ha visto lo spazio dell’Arena trasformarsi in una “fabbrica” ispirata alle suggestioni cinematografiche di “Tempi moderni” celeberrimo film di Charlie Chaplin. Uno scenario industriale ma non per questo realistico. Il regista ha voluto mantenere il trait d’union sul tema del lavoro, traslandolo dalle atmosfere agresti a quelle della fabbrica, più vicine a noi. La scena era caratterizzata dalla presenza di una lunga piattaforma su cui si svolge gran parte dell’azione. Molteplici però le prospettive, che interessavano anche la facciata posteriore del Sociale e le mura dell’Arena.

Interpreti

In questa cornice si muovevano gli interpreti principali, Maria Rita Combattelli, nel ruolo di Adina, Nico Franchini alias Nemorino, Lodovico Filippo Ravizza nei panni di Belcore. Matteo Mollica ovvero Dulcamara, Mariia Kokareva che è Giannetta. Con loro, appunto, i coristi trasformati in “colletti bianchi” e un gruppo di comparse. Valida la prova canora, sostenuta dall’Orchestra 1813, diretta dal Maestro Azzurra Steri. Ricordiamo anche il Maestro Giuseppe Califano che ha diretto il coro. Si sottolinea che, per chi se lo fosse perso, lo spettacolo verrà riproposto anche nelle serate del 1 e 2 luglio, alla stessa ora (21.30), sempre nell’Arena del Sociale.

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