A Como arrivano le piante mediterranee: sulle mura cresce il cappero

Curiosità La colpa è del clima fattosi sempre più caldo che permette anche a piante originarie di altre zone climatiche di crescere persino a Como, a ridosso delle Alpi

A Como arrivano le piante mediterranee: sulle mura cresce il cappero
La pianta di cappero cresciuta sulle mura vicino a Porta Torre

Un angolo di Mediterraneo in città murata. Piante di capperi che crescono tra le pietre delle mura del centro storico e fanno capolino dietro a un’iconica cabina telefonica.

È a tutti gli effetti un caso di migrazione delle piante quello che sta affascinando in questi giorni residenti e turisti. Una specie, autoctona dell’area del Mediterraneo, tipica della Sicilia e delle sue isole come di alcune regioni dell’Africa settentrionale e dell’Asia del sud, del tutto naturalmente ha scelto di crescere in un habitat a lei nuovo: la provincia di Como. Non solo gli esseri umani e gli animali infatti anche le piante “si spostano” dove il clima è più favorevole alla loro sopravvivenza.

Il cappero delle mura non è, come si potrebbe credere, un caso isolato nel Comasco. Già a Dongo, in alto Lago, questa estate era stato possibile assistere, in un orto privato, alla fioritura proprio di un’altra pianta di cappero che ha regalato bellissimi colori. Questo esemplare era stato appositamente importato e coltivato, ma la notizia è che ha attecchito con ottimi risultati in un’area che da sempre era considerata tra le più piovose dello Stivale.

La curiosa scoperta del cappero delle mura è confermata da Mario Colombo, entomologo e professore all’ Università degli Studi di Milano. “Si tratta di un esemplare facilmente riconoscibile che ci fa pensare a un caso di migrazione delle piante. C’ è una vasta letteratura scientifica che sta affrontando questo interessante tema”.

I capperi crescono solo in condizioni climatiche molto calde, quindi la pianta si può coltivare nelle zone del centro e del sud Italia. Al nord può stare solo in zone riparate e soleggiate, con adeguate precauzioni per non patire il freddo quando scendono le temperature. Eppure qualcosa è cambiato e il cambiamento arriva da lontano, non solo dalla siccità e dalle temperature elevate da record registrate questa estate che hanno fatto percepire anche al Nord un caldo quanto insistente quanto anomalo. Con il clima si modificano anche le condizioni di vita dei contesti naturali in cui gli esseri viventi si inseriscono e questo si sta rispecchiando nella selezione naturale di alberi e piante che si adattano meglio ai nuovi habitat.

Le specie che si trovavano a una altitudine inferiore si stanno spostando e si trovano ora a quote superiori, alla ricerca di temperature medie più basse, per qualcuna una migrazione di ben due metri l’anno.

È un momento quindi epocale che va da subito preso in considerazione nelle politiche di progettazione del verde anche urbano. In molte province lombarde sono in atto opere di piantumazione e riforestazione all’interno delle città e sul tavolo ci sono progetti che già tengono conto di realizzare opere di verde urbano attraverso la posa di piante “esotiche” che siano geneticamente più adatte alle mutate condizioni climatiche dei nostri luoghi. Il verde non ha solo un valore estetico e paesaggistico, ma incide sulla salute e sulla vivibilità di un’area.

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