Riaprono altri hotel  Si rimette in moto  il turismo sul lago
Una vista del Grand Hotel Cadenabbia che ha a disposizione 188 camere

Riaprono altri hotel

Si rimette in moto

il turismo sul lago

Anche Cadenabbia, Bazzoni e Britannia annunciano la ripartenza tra il 12 maggio e il 15 giugno. A disposizione dei turisti ci saranno 1.300 posti letto

Ripartono, pur con tempi diversi, le due ammiraglie del turismo lariano, il Grand Hotel Cadenabbia (188 camere) e il Grand Hotel Britannia (285 camere), entrambe a Griante e con loro l’Hotel Bazzoni di Tremezzo (137 camere) più i 12 appartamenti che fanno sempre capo al management del Britannia.

Vale a dire che da mercoledì prossimo al 15 giugno questa porzione di lago si riapproprierà - dopo l’anno più difficile dal Secondo Dopoguerra in poi - di ben 1300 posti letto turistici.

Un segnale di speranza, anche se le incertezze soprattutto per maggio e gran parte di giugno restano. Ma andiamo con ordine. Mercoledì prossimo riapre il Grand Hotel Cadenabbia (188 camere per 400 posti letto), con il “gm” Flavio Tagliasacchi che fa notare: «Il nostro vuole essere un segnale di speranza, approfittando del fatto che con la festività dell’Ascensione (in calendario giovedì, ndr) il nostro lago potrebbe attrarre qualche turista dalla Svizzera o dalla Germania, al netto delle restrizioni ancora in essere ».

Notizia di rilievo anche la riapertura dell’Hotel Bazzoni e del Grand Hotel Britannia, chiusi rispettivamente dall’8 marzo 2020 e dal 2 gennaio sempre del 2020. Una chiusura prolungata dettata anche delle limitazioni agli spostamenti per i gruppi. Ora Whieldon Ross Stacey e la moglie Doriana Luchina - albergatori di lungo corso, un filo diretto il loro soprattutto con il Regno Unito - confermano che «tra il 20 maggio ed il 1° giugno riapriremo l’Hotel Bazzoni, mentre per il Britannia - anche alla luce della tipologia dei nostri ospiti - abbiamo individuato nel 15 giugno la prima data utile per la riapertura. Anche i 12 appartamenti che fanno sempre riferimento a noi saranno a disposizione dei turisti». (Marco Palumbo)


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