San Fedele Intelvi, appalto deserto  La piscina rimane senza gestore
La piscina di San Fedele è di proprietà della Comunità montana ed è l’unica della Valle Intelvi

San Fedele Intelvi, appalto deserto

La piscina rimane senza gestore

La “Lario Intelvi”: «Troppi 10.800 euro all’anno»

È andato deserto il bando per l’assegnazione della piscina comunitaria di San Fedele di proprietà della Comunità montana Lario Intelvese.

«Stiamo organizzando una nuova gara – ha confermato il presidente dell’ente montano Ferruccio Rigola - Questa volta ci affideremo alla stazione appaltante dell’amministrazione provinciale. Sicuramente alla situazione attuale, dovuta alla pandemia, non ha aiutato. L’impianto è fermo a causa del Covid. La speranza è che presto possa tornare a funzionare». La piscina da circa un anno ha chiuso i battenti proprio a causa del virus. Niente ragazzi che nuotano per diletto o si allenano, e niente corsi nell’unico impianto natatorio della Valle Intelvi e non solo. Claudio Grimoldi, presidente della società sportiva Lario Intelvi che ha gestito l’intera struttura fino alla scadenza, va però oltre il coronavirus. «Innanzitutto i requisiti richiesti, economici come affitto e di gestione ci sono sembrati molto alti - commenta il numero uno della società sportiva - Secondo il mio parere, condiviso anche in società, si dovrebbe cercare di fare il possibile per mantenere attiva la struttura per l’importante ruolo sociale che ha nel comprensorio, anche a scapito di un reddito».Il riferimento ai costi di gestione non sono casuali: l’appalto prevedeva a carico del gestore il pagamento di 10.800 euro all’anno per 10 anni.Non solo ragioni economiche, comunque. Secondo Rimoldi «sono in corso contatti con la Comunità montana e alcuni Comuni e gruppi che già svolgono tali attività per cercare comunque di trovare qualcuno che possa continuare a garantire una continuità alla struttura che, ricordo, comprende sia la sala vasche che la palestra». Va ricordato che le vasche possono accogliere 150 persone e la sala fitness altre 70. L’impianto è stato costruito negli anni Ottanta con i fondi della Comunità montana, della Provincia, della Regione e con l’ausilio di tutti i Comuni del territorio. La Lario Intelvi aveva dato in subappalto la concessione della struttura a due istruttori qualificati, Alice Brunelli e Daniele Veronese, che hanno portato l’impianto ad alti livelli non solo da un punto di vista ricreativo ma anche agonistico. Tra le principali attività un ampio ventaglio di servizi oltre al nuoto libero in vasca, l’organizzazione di corsi, acquagym, attività per disabili. E ancora la palestra rimessa a nuovo e super attrezzata per body building e cardio fitness, spinning e persino danza classica e judo per i ragazzi, corsi collettivi di aerobica, ginnastica medica e di mantenimento, benessere pre e post natale. Da un anno è tutto chiuso, e senza un gestore è difficile pensare a una riapertura a breve.

(Francesco Aita)


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