Morto Umberto Bossi. Era il “padre” della Lega

Aveva 84 anni, si è spento in serata all’ospedale di Circolo di Varese. Politica in lutto

Varese

E’ morto Umberto Bossi. Il fondatore della Lega, 84 anni, si è spento in serata all’ospedale di Circolo di Varese. Fondatore della Lega Lombarda nel 1984, guidò l’unificazione dei movimenti federalisti delle regioni settentrionali nella Lega Nord, di cui è stato segretario dal 1989 al 2012. Eletto inizialmente senatore, è poi stato deputato dal 1992, e poi nuovamente senatore e deputato.

Dal 1992 ha ricoperto per sette volte la carica di deputato (XI, XII, XIII, XIV, XVI, XVII e XIX) e un’altra volta quella di senatore (XVIII). Per tre volte ha ricoperto la carica di parlamentare europeo.

Ha aderito a varie alleanze di centrodestra promosse da Silvio Berlusconi ed è stato ministro per le Riforme istituzionali e devoluzione (2001-04) e parlamentare europeo (2004). È stato ministro senza portafoglio delle Riforme per il federalismo dal 2008 al 2011.

Nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago (provincia di Varese), la sua linea politica ha oscillato tra il secessionismo della cosiddetta “Padania” e il federalismo.

La mattina dell’11 marzo 2004 Bossi venne colpito da un ictus cerebrale, venendo ricoverato d’urgenza all’Ospedale Fondazione Macchi di Varese; le sue condizioni destarono subito notevoli preoccupazioni.

Nonostante l’emiparesi, conseguenza dell’ictus, che gli lasciò un braccio indebolito e grosse difficoltà a camminare e parlare (menomazioni dalle quali non si è mai del tutto ripreso), alle elezioni europee di quell’anno venne ricandidato al Parlamento europeo, come capolista della Lega nelle circoscrizioni Italia nord-occidentale e nord-orientale, risultando eletto per la quarta volta in quella nord-occidentale con 182.823 preferenze.

Il 5 aprile 2012, nel corso del consiglio federale della Lega Nord organizzato per nominare un nuovo tesoriere del partito, Bossi annunciò a sorpresa le proprie dimissioni irrevocabili da segretario federale del partito.

Bossi si allontanò dalla scena politica e diradò le sue apparizioni pubbliche, venendo comunque ricandidato alla Camera e rieletto deputato. Al raduno di Pontida del 2013 ritornò pubblicamente sulla scena politica e, in vista delle elezioni primarie della Lega Nord di fine anno, si candidò alla segreteria del partito, andando a sfidare Matteo Salvini, europarlamentare e segretario della Lega Lombarda. Fu sconfitto ottenendo il 18,34% dei voti contro l’81,66% di Salvini, che assunse la guida del partito.

Alle elezioni politiche del 2018 venne ricandidato al Senato, come capolista della Lega - Salvini Premier.

Il 15 febbraio 2019 accusò un nuovo malore nella sua abitazione di Gemonio (Varese) e fu trasportato in elisoccorso all’ospedale di Varese, venendo ricoverato in rianimazione. Ad agosto 2024 circolò poi una notizia falsa sulla morte di Bossi, smentita sia dal figlio Renzo che da altri esponenti della Lega.

Stasera la notizia del decesso del padre fondatore della Lega, nella sua Varese. Immediati i messaggi di cordoglio del mondo politico.

«Piango la scomparsa di Bossi, protagonista del cambiamento in Italia’“Con tutta Forza Italia piango la scomparsa di Umberto Bossi, leader storico e fondatore della Lega. Grande amico di Silvio Berlusconi, politico di grande intelligenza, è stato un protagonista di primo piano del cambiamento in Italia. Alla sua famiglia un grande abbraccio ed una preghiera perché riposi in pace», scrive su X il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani.

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