Cooperazione e giovani. Il bisogno del ricambio

Economia sociale Confcooperative Insubria e la sua strategia su due fronti. Percorsi di formazione per futuri dirigenti e un progetto per le nuove leve

Como

«Qualcuno - che vi giudica senza conoscervi davvero - vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna». Si è rivolto direttamente ai giovani, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiudendo il suo tradizionale discorso di fine anno.

Un segno, ulteriore, di una necessità, sociale ed economica, di coinvolgimento e di protagonismo delle nuove generazioni. Un tema su cui si sta impegnando intensamente Confcooperative Insubria. Proprio nel 2025, Anno Internazionale delle Cooperative, sono stati avviati una serie di progetti che rientrano in questo scenario.

Idee e ambizioni

«Molte delle nostre imprese cooperative hanno bisogno di un ricambio generazionale, di portare giovani socie e soci ad assumere ruoli dirigenziali. D’altra parte, crediamo fortemente che proprio la cooperazione sia una modalità ideale per concretizzare le idee e le ambizioni di impresa di tante ragazze e di tanti ragazzi», spiega Angelo Anelli, direttore di Confcooperative Insubria. Le sue parole introducono ad un doppio ambito di impegno verso le generazioni più giovani che si sta concretizzando in questi mesi.

Sul primo fronte è stato avviato un percorso di formazione di dirigenti con l’adesione e la partecipazione di sette cooperative aderenti (Arcisate Solidale, Baobab, Il Mosaico, La Nuova Umanità, Patrolline, San Carlo e San Martino). «Le nostre imprese cooperative non sono realtà individuali – spiega Anelli - ma la forma più alta della partecipazione e del protagonismo in ambito sociale ed economico. Per questo è fondamentale costruire un efficace ricambio generazionale, in una logica di continuità. Questi decenni sono una fase delicata per molte realtà, è innegabile. Socie e soci che hanno fondato, e poi gestito, tante cooperative negli anni Ottanta e Novanta, in una fase particolarmente florida per la cooperazione, oggi concludono la loro esperienza. Quelle imprese hanno bisogno di energie nuove, di nuove idee, di nuove scommesse e anche di nuovi occhi con cui vedere la realtà». Le situazioni sono molto diversificate, tra chi da anni prepara questo cambio e chi invece, per tanti motivi, non si è mai occupato della questione.

«Sono piccole e medie imprese, diverse nella composizione e nella mission, accomunate da un bisogno urgente di nuove risorse. Il ricambio generazionale porta con sé processi trasformativi nel ciclo di vita di un’impresa. Si cerca l’equilibrio tra identità e principi fondanti del modello cooperativo, e il cambiamento innovativo che prova a sostenerne la sopravvivenza, sapendo che in gioco c’è anche un cambiamento di matrice culturale nell’approccio al lavoro delle giovani generazioni». Il percorso di formazione in corso coinvolge, in fasi laboratoriali e incontri, una ventina tra soci e lavoratori chiamati a confrontarsi su temi decisivi per la gestione economia di un’impresa: futuro, lavoro, attrattività del modello cooperativo, leadership, legittimazione di differenti approcci culturali al fare impresa.

Questi percorsi di formazione permettono di scommettere su una ritrovata inter-generazionalità delle imprese cooperative, principio fondamentale che permette di posizionare le imprese stesse come attori di innovazione per il territorio e per il mercato di riferimento, scommettendo con nuove formule sul necessario collegamento tra innovazione digitale e sostenibilità ambientale. In questo senso il ricambio generazionale è un asse strategico integrato in una visione d’impresa evoluta, partecipativa e orientata al futuro.

Argomento e tema che introduce la seconda parte dell’impegno di Confcooperative Insubria su questo filone. E che si sviluppa nell’ambito della seconda edizione del progetto (cofinanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale, nell’ambito del Fondo per le politiche giovanili 2022) “Giovani e Impresa”, promosso dal Comune di Como come capofila, sostenuto da Anci, e partecipato da una vasta rete di partner istituzionali e di categoria: oltre a Confcooperative Insubria, sono coinvolti Eureka Consorzio, Camera di Commercio di Como-Lecco, Provincia di Como, Confindustria Como, Confartigianato Imprese Como, Confartigianato Servizi Como, Cna del Lario e della Brianza, Cna Servizi, Compagnia delle Opere Como, Enfapi.

Una cosa da grandi

«Siamo ormai nel vivo di questa importante iniziativa – spiega Anelli – . Il primo dato, che ci aspettavamo e che rende l’impegno delle istituzioni ancora più significativo, è la difficoltà nel coinvolgere i giovani sui temi dell’imprenditorialità. Se da un lato il fare impresa, anche nei nostri territori, difficilmente viene preso in considerazione come opzione attrattiva da ragazze e ragazzi under 30 per il proprio futuro; dall’altro è difficile per i giovani vedere questa opportunità se continua ad essere proposta come “una cosa da grandi”. L’osservatorio reso possibile dal progetto mi permette di dire che non è una questione di educazione o di familiarità. Si tratta proprio di una resistenza culturale; di una resistenza culturale di noi “adulti”: dovremmo fare nostre davvero le parole del Presidente della Repubblica».

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