Cybersicurezza: «I cellulari ci ascoltano»

L’azienda Picco di richieste per Soliani Emc, eccellenza nella ricerca di soluzioni per schermatura elettromagnetica. Il rischio riguarda il mondo industriale e tutte le informazioni sensibili. Soliani: «Voci registrate durante i meeting»

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Aumentano le richieste di dispositivi di schermatura elettromagnetica per i cellulari. Privati e imprese sono sempre più consapevoli della grande vulnerabilità degli smartphone. Dopo aver affrontato il tema della cybersicurity dei dati all’interno delle reti aziendali, ora l’attenzione si sposta sui dispositivi individuali, facilmente intercettabili e, ad oggi, permeabili ai sistemi di spionaggio.

Per questo raccoglie un picco di richieste l’azienda comasca Soliani Emc, eccellenza italiana nella ricerca di soluzioni per la schermatura elettromagnetica per il mercato globale. Alessandro Soliani, ad, spiega come il rischio di ascolto e lettura dei dispositivi personali sia diventato pervasivo: «le organizzazioni di sicurezza si stanno organizzando proprio per proteggersi durante i meeting. Quello che avviene come consuetudine è che tutti i dispositivi telefonici, intercettati semplicemente via rete web, riescono a registrare le voci come se si fosse in conversazione» senza che i proprietari ne siano consapevoli. La protezione elettromagnetica di tablet e smartphone durante incontri strategici è ora riconosciuta come irrinunciabile.

Il rischio di “ascolto” dei dispositivi non riguarda solo l’ambito militare, ma investe il mondo industriale e tutte le informazioni sensibili. Gli accordi di riservatezza servono proprio a tutelare le informazioni industriali protette, in questo ambito ogni fuga di notizie può rivelarsi come un notevole danno economico. «Se le informazioni sensibili e protette da Nda vengono diffuse durante un incontro o una riunione, questo spesso comporta penali e richieste di risarcimento danni, perché l’informazione è stata persa», sottolinea Soliani. Il metodo di attacco più semplice oggi non è violare un firewall complesso, ma attivare da remoto il microfono di un cellulare presente nella stanza.

Spegnere non è sufficiente

Molti credono erroneamente che spegnere il dispositivo sia sufficiente, ma la realtà tecnica è differente. Anche da spenti, i moderni smartphone con batteria integrata possono trasmettere la posizione gps o essere vulnerabili a certi tipi di attivazione. La soluzione risiede in un brevetto storico dell’azienda, sviluppato da Ivano Soliani, fondatore di Soliani Emc. Il tessuto “Galileo” è in grado di metallizzare qualsiasi filamento con argento, rame o nichel. «Si tratta di una busta, una custodia per cellulare, realizzata con questo tessuto elettricamente conduttivo. Quando il telefono è all’interno, non riesce più a collegarsi: protegge la posizione gps, il gsm, il 5g e la rete. È come se fosse realmente spento» prosegue Alessando Soliani, seconda generazione in azienda.

L’efficacia di questa tecnologia è tale da trovare applicazione nei settori più vari e avanzati, come dimostra la collaborazione con Thales Alenia Space (joint venture Thales 67% e Leonardo 33%). La space smart factory è stata inaugurata a ottobre 2025 al Tecnopolo tiburtino a Roma, consolidando la zona Tiburtina come uno dei principali poli europei per l’industria spaziale. All’evento, a cui ha partecipato il presidente Sergio Mattarella, la Soliani Emc ha fornito la camera schermata necessaria per testare i satelliti prima del lancio, proteggendo le delicate prove di telecomunicazione. L’azienda con sede a Como, in via Varesina, composta da una ventina di addetti tra cui figurano ingegneri elettronici e meccanici, investe ogni anno il 15% del fatturato in ricerca e sviluppo. «Siamo degli artigiani dell’elettronica» si definisce Alessandro Soliani, evidenziando come la capacità di produrre tutto internamente e di realizzare soluzioni “su misura” permetta di competere con i grandi gruppi mondiali per progetti che vanno dalla schermatura delle centraline aeronautiche per colossi come Boeing fino ai futuri satelliti europei.

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