Ecobonus moto: trenta milioni svaniti in tre ore
Incentivi Favorite dal meccanismo del “click day” grandi società e flotte aziendali, a scapito dei privati. Perfetto (Autovittani): «Utile cambiare le regole»
Como
Svaniti in poche ore i 30milioni di euro dell’Ecobonus 2026 per moto e motorini elettrici o ibridi. La possibilità di richiedere il contributo tramite il sito del Ministero, con gestione affidata a Invitalia, si è aperta ieri alle 12, ma nel primo pomeriggio intorno alle 15 i fondi non erano più disponibili. Nel 2025 erano durati un paio di mesi, da metà marzo a metà maggio.
Il bonus riguarda esclusivamente veicoli nuovi di fabbrica appartenenti a determinate categorie, come ciclomotori a due o tre ruote, motocicli, sidecar e quadricicli leggeri. L’incentivo varia in base al tipo di acquisto: senza rottamazione si applica il 30% del prezzo, fino a un massimo di 3mila euro, mentre con rottamazione sale al 40%, fino a 4mila euro. Il contributo viene applicato direttamente dal concessionario come sconto in fattura. Il bonus è destinato sia alle persone fisiche che società, con un limite massimo di 500 veicoli intestati allo stesso codice fiscale o partita Iva.
Ultimo anno
Attivato nel 2021, il bonus è al suo sesto e ultimo anno. Dal 2027 è prevista una nuova misura che potrebbe escludere alcune categorie e introdurre l’obbligo di mantenere i mezzi per almeno 12 mesi prima della rivendita.
«Incentivare l’acquisto tramite un contributo significativo stimola le vendite di veicoli elettrici e ibridi, è utile sia per il cliente finale sia per il settore in generale, senza dimenticare l’impatto positivo sull’ambiente – afferma Arianna Perfetto business development Autovittani - Ma a livello operativo ci sono dei limiti. Sarebbe necessario introdurre regole e limitazioni più precise, garantendo che i veicoli acquistati con gli incentivi arrivino realmente nelle mani di chi li utilizzerà quotidianamente. Solo così il bonus potrà essere pienamente efficace per il consumatore finale».
Procedura
Il meccanismo dell’Ecobonus moto prevede la prenotazione del contributo sulla piattaforma del Ministero, una volta completata la procedura, il bonus viene applicato immediatamente come sconto in fattura al momento dell’acquisto, e successivamente lo Stato rimborsa il concessionario.
La criticità emerge quando operatori del settore, come società di noleggio, flotte aziendali o grandi concessionarie, acquistano veicoli su larga scala approfittando dell’incentivo. In questi casi, i mezzi non finiscono direttamente nelle mani dell’utilizzatore finale, ma vengono rivenduti o affittati. Così il bonus, pur essendo teoricamente destinato al consumatore, non ricade completamente sul cliente finale.
A questo si aggiungono alcune criticità legate al sistema di prenotazione. Il meccanismo “click day” favorisce chi prenota prima, di solito le realtà più strutturate, che riescono ad assicurarsi rapidamente la maggior parte dei fondi. Mancano inoltre limiti e regole per garantire che il veicolo vada realmente all’utilizzatore finale, con il rischio di distorsioni sul mercato. In pratica, alcuni mezzi acquistati grazie al bonus vengono rivenduti o affittati senza portare un reale beneficio diretto al cliente singolo.
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