Filario, un nuovo look per la terrazza. «Il lago ora punti sul turismo diffuso»

Hotellerie La riapertura del resort di Lezzeno, attesa per gli arrivi da Nord Europa e Usa: «Ospiti stranieri alla ricerca delle località meno note, ma servono migliori infrastrutture»

Per Filario Hotel, la stagione 2024 segna l’inizio di una serie di interventi: il primo ha riguardato il “cambio di look” della terrazza del Ristorante Filo. «La scelta di un progressivo restyling degli spazi è dettata sia da un cambiamento nella clientela la cui età media si è progressivamente abbassata, sia dal desiderio di portare un tocco di novità, essendo ormai prossimi alla nostra decima stagione. Vogliamo rappresentare anche esteticamente lo spirito fresco e originale della nostra offerta» afferma Alessandro Sironi, fondatore di AS Hospitality e gestore di Filario Hotel & Residences.

L’ambizioso progetto è stato affidato al Design Studio CMP, i principali cambiamenti riguardano l’arredo: dai complementi, ai tessuti, alla mise en place.

Il complesso di Lezzeno nasce nel 2015, il nome scelto è un omaggio alla città di Como, al filo di seta, e al Lario. È inoltre un richiamo al vecchio stabilimento dove si produceva il fil di ferro, situato dove ora sorge l’hotel che dispone di 13 camere e due suite, entrambe con piscina privata e una terrazza a sfioro sul lago. Ci sono anche 20 appartamenti per famiglie, coppie o gruppi di amici. Nell’estate 2020 è stato inaugurato il beach bar “Yeast Side”, con un menu che comprende pizze gourmet e piatti estivi rigorosamente italiani.

«Prima della nostra apertura - evidenzia Sironi - la parte dell’alto lago dove siamo situati, presentava ben poche attrattive in termini di servizi turistici. Se nei primi anni attrarre viaggiatori di fascia alta è stato più sfidante, (e soprattutto organizzare gli spostamenti) oggi sono proprio gli ospiti a riconoscere il vantaggio di essere in una location pieds -dans -l’eau, a pochi minuti da Bellagio, circondati dalla calma e dalla tranquillità. Visti i livelli di sovraffollamento che stanno raggiungendo i borghi e i luoghi di maggiore interesse sempre più persone apprezzano la dimensione intima e godibile di destinazioni un tempo ritenute “secondarie”».

A questo proposito, Sironi ritiene che bisognerebbe puntare su un turismo più “diffuso”, lontano dalle coste ormai sature e da tutelare a tutti i costi pena il rischio di rovinare irrimediabilmente un patrimonio paesaggistico unico al mondo. «Oggi i viaggiatori sono interessati a scoprire luoghi meno noti: questo vale per il mondo del lusso ma non solo, si tratta di un cambiamento culturale solo in parte legato al potere di spesa. Affinché tutto questo avvenga è indispensabile, migliorare significativamente le infrastrutture, i collegamenti via terra e via acqua, facilitare l’accesso alle aree decentrate. Questo anche per ridurre il traffico e diminuire il transito sulle problematiche strade del lago».

Sironi punta in futuro ad espandere il business: «Per il 2024 i mercati di riferimento si confermano quello nordamericano ed europeo. Le nostre attività di promozione sono volte a raggiungere sempre più nuovi target, come ad esempio i turisti sudamericani ed asiatici.

Idee chiare anche sulla destagionalizzazione: «È un fenomeno da affrontare, ma credo che solo alcune strutture con ampi spazi interni, spa e soprattutto facilità di accesso da Milano potranno giovarne nel breve termine. Il cambiamento climatico ci ha però permesso di allungare la stagione di due mesi».

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