Gli autotrasportatori lamentano costi alle stelle e rimborsi lenti
La protesta Il comparto ha proclamato un fermo per denunciare l’insostenibile erosione dei margini: «Il governo intervenga, pronti a bloccare le merci»
Como
Il comparto dell’autotrasporto attraversa una fase di severa contrazione dei margini, penalizzato da un incremento dei costi operativi che mette a repentaglio la stabilità finanziaria delle imprese. Per questo è prevista tra il 25 e il 29 maggio la mobilitazione del settore trasporto merci su gomma, come spiega Pietro Cipolla, presidente trasporto merci di Cna Fita Lombardia Nord Ovest, un distretto che aggrega le realtà produttive delle province di Varese, Como, Lecco e Monza Brianza. La congiuntura attuale appare complessa e le istanze che muovono il settore verso il fermo nazionale riflettono criticità sistemiche non più trascurabili.
La vertenza
Il fulcro della vertenza risiede nell’impennata del costo del gasolio, una dinamica inflattiva che ha eroso la redditività fino a compromettere la continuità aziendale. Nel corso del vertice tenutosi in aprile al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, alla presenza del vice ministro, le sigle sindacali coordinate da Unatras, alla quale partecipa Cna Fita, hanno presentato una serie di richieste. Tra le principali figura l’istituzionalizzazione del fuel surcharge, un meccanismo di indicizzazione tariffaria per traslare le oscillazioni del prezzo del greggio sul costo del servizio. «Nonostante questa clausola sia prevista dall’ordinamento sin dal 2008, la sua applicazione è rimasta discrezionale. Chiediamo una nota ufficiale – precisa Pietro Cipolla - deve essere applicata con una normativa certa. Se il gasolio aumenta, le tariffe del trasporto devono aumentare in automatico. È necessario ci sia una proporzionalità».
In secondo luogo, la categoria invoca una revisione delle procedure di rimborso delle accise. Attualmente, le imprese accedono a un credito d’imposta i cui tempi di compensazione risultano incompatibili con le esigenze di cassa di chi è tenuto al saldo immediato dei rifornimenti. L’obiettivo è ottenere lo sgravio contestualmente alla presentazione dell’istanza. «Lo Stato oggi ci consente di utilizzare questo credito a sessanta giorni dalla data di presentazione - osserva il presidente della Cna Fita territoriale - ma noi auspichiamo che la decorrenza sia immediata. Come autotrasportatore assolvo l’obbligo di pagamento alla colonnina nell’istante del prelievo, mentre il ristoro avviene in un orizzonte temporale differito. Questa asincronia finanziaria è insostenibile».
Il terzo pilastro del confronto riguarda la dotazione finanziaria degli interventi di sostegno. I 100 milioni di euro stanziati dal Governo sono stati valutati insufficienti a bilanciare il deficit generato dai rincari. Il Ministero ha prospettato un incremento delle risorse fino a 500 milioni di euro, un annuncio accolto con estrema cautela dagli operatori.
I pagamenti
Infine, la quarta istanza solleva il tema della dilazione dei pagamenti da parte della committenza: a fronte di costi vivi immediati, i saldi avvengono frequentemente a sessanta o novanta giorni, determinando uno squilibrio di liquidità per e imprese.
Il fermo nazionale è stato programmato per il mese di maggio tra il 25 e il 29. Pietro Cipolla sottolinea come la mobilitazione permanga in stato di agitazione, vincolata agli esiti delle trattative: «il nostro sciopero è autorizzato dalle ore 00 del 25 alle ore 24.00 del 29 maggio. Si fermeranno tutti i flussi delle merci, a meno che l’incontro fissato per l’11 maggio presso il dicastero non produca un accoglimento formale delle nostre richieste».
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