«Costretti a chiudere due settimane»: trasferiti i pazienti dell’Hospice San Martino

Il caso «Verifiche antisismiche» dietro la necessità di interrompere il servizio di assistenza. Domande di accesso dirottate a Mariano Comense. Preoccupazione tra personale e utenza

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Como

Prevenzione anti sismica, l’hospice chiude temporaneamente.

Con una stringata nota l’Asst Lariana ieri sera ha comunicato che il centro per le cure palliative interno al San Martino necessita dal 1 giugno di far partire delle verifiche interne alla struttura per adempiere alle normative antisismiche. Dunque il servizio non accetta più domande, nella speranza di concludere i lavori entro i primi quindici giorni del prossimo mese. Nel frattempo entro i limiti della capacità d’accoglienza le richieste d’accesso verranno trasmesse al presidio Felice Villa di Mariano Comense.

Lavori interni alla struttura

«La chiusura è necessaria per completare le verifiche sismiche previste dalla normativa»

«Per consentire il completamento delle verifiche sismiche previste dalla normativa – scrive l’Asst Lariana - dall’1 al 15 giugno si renderà necessario sospendere temporaneamente l’attività di ricovero all’hospice San Martino di Como. Le attività programmate non consentono infatti la prosecuzione in contemporanea della delicata attività assistenziale e sanitaria svolta quotidianamente nella struttura. Nel periodo interessato i pazienti ancora ricoverati saranno trasferiti, con tutte le dovute cautele, presso l’hospice di Mariano Comense». L’Asst si «scusa per il disagio assicurando il massimo impegno per ripristinare nei tempi previsti» il normale servizio.

A proposito di maggiori dettagli tra personale, familiari e utenti serpeggia un po’ di preoccupazione. Asst Lariana non fornisce ulteriori precisazioni, ma i documenti sulla prevenzione antisismica nell’oggetto seguirebbero una specifica richiesta avanzata dall’Ats Insubria. Per portare avanti il prezioso servizio, l’ex azienda ospedaliera ha già tentato di effettuare le lavorazioni necessarie per le verifiche chieste all’esterno della struttura. Di fatto dei carotaggi per valutare la salute dell’edificio. Compiuto questo passo però è necessario procedere ancora con delle simili lavorazioni all’interno. I rumori, i passaggi, la presenza degli operai, non possono essere gestiti in contemporanea con la silenziosa cura dei pazienti giunti a fine vita. Dunque dal primo di giugno la struttura chiude temporaneamente, da metà mese la speranza è cominciare di nuovo ad accogliere pazienti e familiari.

L’anno scorso un intervento al tetto

Occorre ricordare che lo stabile ha inaugurato l’anno scorso un intervento al tetto dove sono stati montati dei pannelli solari. Un investimento fatto anche grazie ai fondi donati dall’associazione Accanto, realtà da sempre sostiene l’hospice. Ciò nonostante anche di recente la direzione ospedaliera aveva annunciato che sarebbero state necessarie altre riqualificazioni. In passato, durante la gestione esternalizzata ad una cooperativa, che nell’estate del 2024 si era defilata in tempi molto rapidi non senza qualche sorpresa, a fatica erano state garantire le manutenzioni in particolare quelle straordinarie. Secondo parenti, pazienti e sanitari la salute dell’hospice in generale è comunque buona, si tratta di un centro molto speciale e prezioso da tutelare.

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