I valori in tempo di crisi. Un bando per chi li studia
L’iniziativa Cost Action Vista è una rete che coinvolge 178 ricercatori da 33 Paesi europei con il coordinamento della Cattolica. Saranno finanziate conferenze internazionali per under 40. La coordinatrice Veronica Riniolo spiega il progetto
Nel suo primo anno di vita Cost Action Vista (Vista è l’acronimo di Values in Turbulent Times) ha in programma tre iniziative a sostegno della ricerca internazionale sui valori e sul loro rapporto con le crisi contemporanee.
La Rete, che ad oggi coinvolge 178 ricercatori da 33 Paesi europei col coordinamento dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e che opererà in sinergia con reti scientifiche di prestigio come l’European Values Study e il World Values Survey, apre dunque nuove possibilità per giovani ricercatrici e ricercatori, con un primo bando che, in scadenza il 15 aprile ( tramite il portale e-Cost, tutte le info su https://lnkd.in/d62HnT76), finanzia la partecipazione a conferenze internazionali di giovani ricercatrici e ricercatori under 40. A breve saranno inoltre pubblicate due ulteriori call per periodi di visiting presso università e centri di ricerca internazionali.
Queste opportunità saranno finalizzate, da un lato, ad approfondire in chiave interdisciplinare le definizioni di “valori” e, dall’altro, ad analizzare il modo in cui i valori emergono nei documenti e nelle politiche europee. L’obiettivo è sostenere la presentazione di ricerche sul tema dei valori e rafforzare l’impatto scientifico della rete a livello internazionale. Ne parliamo con Veronica Riniolo, coordinatrice della rete di ricerca internazionale e interdisciplinare e professoressa associata del Dipartimento Sociologia dell’Università Cattolica, oltre che componente del comitato scientifico nazionale della European Values Study, programma di ricerca che studia i valori dei cittadini europei.
Professoressa, come opera l’Università Cattolica in Cost Action?
Cost Action Vista per quattro anni unirà studiosi e studiose dei temi legati al valori. In particolare, la Rete è un programma finanziato nell’ambito di Horizon Europe che ha l’obiettivo di promuovere la ricerca di eccellenza attraverso la creazione di network internazionali e itnerdisciplinari. Cost Action Vista ha l’obiettivo di promuovere una riflessione teorica, analitica e metodologica sui valori, in particolare i valori in tempo di crisi.
Ad esempio?
Ad esempio, la Rete si interroga su come le crisi e i cambiamenti tecnologici influiscono sugli orientamenti valoriali dei cittadini nel contesto europeo e come tali orientamenti sono cambiati nel tempo. Questa proposta è nata e si colloca in piena sinergia con la European Values Study, nel cui ambito è nata l’idea di Cost Action vista poi sviluppata con altre università europee. Con una ventina di colleghi abbiamo scritto la proposta, che poi è stata finanziata.
Quali le attività già avviate?
Abbiamo presentato la Rete con un primo meeting internazionale il 22 e 23 gennaio scorso a Milano, nella nostra università, con la partecipazione di un centinaio di studiosi e studiose. Ci siamo poi incontrati a Lisbona per organizzare in senso operativo le attività, che hanno un focus specifico sui giovani. In particolare, abbiamo lanciato alcune call dedicate a giovani ricercatori e ricercatrici per la loro partecipazione alle conferenze internazionali, altre call hanno l’obiettivo di finanziare periodi di visiting in centri ricerca di università estere allo scopo di favorire lo studio e l’approfondimento di aspetti specifici del progetto.
Ci sono iniziative di formazione rivolte oggi a dei giovani?
In questo periodo stiamo organizzando la summer school per il 2027, scuola di formazione rivolta a una ventina di giovani ricercatori e ricercatrici che replicheremo annualmente.
Perché per l’Università Cattolica è importante essere in un’iniziativa come Cost Action Vista in un momento di turbolenze geopolitiche come quello attuale?
E’ importante partecipare perché in questo momento è importante il contributo scientifico di ricercatori provenienti da diverse discipline, per fornire evidenze empiriche e dati che possano anche orientare le scelte di policy, un lavoro urgente che tocca questioni attuali in un periodo di grandi sconvolgimenti e di crisi che si susseguono e si intrecciano da diversi anni, tanto che si parla di permacrisis, di crisi permanenti. Da un punto di vista teorico c’è l’obiettivo di elaborare un paradigma interdisciplinare innovativo, con un obiettivo più analitico si vuole provare a dire cosa sono i valori di cui oggi esistono oltre 180 definizioni: in tal senso vogliamo arrivare a una definizione operativa chiara e condivisa. Poi c’è il livello metodologico per stabilire come si misurano i valori.
Che uso si farà dei risultati?
Gli esiti di tutto ciò intendono raggiungere le istituzioni a livello europeo, nazionale e locale: da qui la connessione fra ricerca scientifica e impatto sulla società e sulle decisioni da prendere in tempi di crisi. Partecipazione popolare, democrazia, solidarietà, diritti umani, fiducia nelle istituzioni sono alcuni dei valori che sono al centro della nostra riflessione e che riflettono valori alla base dell’Unione Europea. Temi come la democrazia e la solidarietà, collante delle nostre società quanto mai necessario in questo momento, sono centrali nel nostro lavoro.
Qual è la struttura di Cost Action Vista, a partire dal suo ruolo di coordinatrice?
A partire dal coordinamento centrale, io ho supporto pieno dalla parte amministrativa della mia università che peraltro è grant holder manager avendo l’Università Cattolica non solo la responsabilità scientifica ma anche la gestione del progetto in senso finanziario. Al coordinamento interamente gestito dalla Cattolica, con un gruppo costituito dai leader dei cinque diversi gruppi di lavoro. Quindi io agisco da cheerleader di tutta la Cost Action vista, con un vice cheer e i cinque leader, più una persona responsabile della comunicazione e un grant awarding coordinator che coordina i sostegni da assicurare per partecipare alle conferenze. Abbiamo quindi un core group meeting che prende le decisioni più operative, accanto a cui c’è il manager committee con due rappresentanti per tutti i Paesi partecipanti, un altro organo direttivo, quello del management committee, che si riunisce almeno una volta all’anno, con un incontro già realizzato in rpesenza a gennaio scorso e il prossimo in programma per giugno. Ci sono dunque due rappresentanti di ogni Paese per l’approvazione assunte: in sostanza, una struttura chiara e complessa a più livelli.
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