Meno case vacanza: tornano gli affitti
a lungo termine

Borsino Immobiliare Nuove tendenze del mercato con una netta frenata delle locazioni per i turisti. Compravendite in calo a Como città, cresce la provincia

Como

Torna l’affitto residenziale e si riducono le case vacanza destinate ad affitti brevi: il mercato della casa a Como si sta riequilibrando. «Un assestamento era dovuto. I proprietari, valutati tutti i fattori, stanno rimettendo sul mercato appartamenti destinati agli affitti a lungo termine, molto richiesti dal mercato e con canoni in ascesa» ha spiegato Mirko Bargolini, presidente di Fimaa Como, nel corso della presentazione della 33esima edizione del Borsino immobiliare per la città di Como e provincia all’Auditorium del Collegio Gallio, da quale emerge un trend ancora positivo e le previsioni degli associati sono ottimiste anche per il 2026. L’indice di fiducia resta alto e la difficoltà principale segnalata dagli agenti non è la mancanza di domanda, bensì la carenza di prodotto di qualità.

Oltre al presidente, sono intervenuti Marco Mangano, membro di Giunta Fimaa Como e responsabile commissione Web e delega Credito, Davide Carnevali, vicepresidente vicario Fimaa Como e responsabile commissione pubbliche relazioni, Laura Oppo, vice presidente Fimaa Como e responsabile commissione interna e tesoriere, Fabrizio Puglia, responsabile della commissione Borsino e membro del consiglio direttivo e Claudio Zanetti, direttore responsabile Borsino immobiliare, che ha commentato i dati di Como città.

I dati

I dati del Borsino sono relativi al 2025, anno che ha avuto un andamento fortemente ondivago: dopo un inizio d’anno preoccupante (-8,4% nel primo trimestre), il mercato ha mostrato un parziale recupero nel secondo trimestre (+2,2%), poi un calo e infine una ripresa finale nel quarto trimestre (+6,6%) che ha permesso di chiudere l’anno con il segno positivo per il volume delle transazioni. L’aggregato tra Como città e provincia per il 2025 segna un +5,8%. Tuttavia, la distribuzione di questa crescita è asimmetrica. Mentre il capoluogo registra un lieve rallentamento (-1,1%, con circa 1.390-1.400 compravendite rispetto alle 1.407 dell’anno precedente), la provincia corre con un incremento del 7,1%. Il rallentamento di Como città è minimo e riconducibile alla scarsa offerta e ai prezzi molto alti richiesti dai proprietari alla ricerca dell’acquirente straniero.

Al contrario, la provincia, in particolare l’erbese e il canturino, beneficia di nuovi sviluppi edilizi che alimentano un mercato di pregio. Chi cerca spazi ampi, trilocali con doppi servizi, terrazza o giardino, tende ormai a uscire dal centro, dove i prezzi e la scarsità di offerta rendono l’acquisto proibitivo.

Aumento dei valori

Sotto il profilo dei valori, e rispetto ai livelli del 2004, in città l’aumento oscilla tra il 3% e il 5%, con una pressione maggiore nelle periferie a causa dell’effetto espulsivo dei prezzi del centro. In provincia, l’aumento è stato ancora più marcato, attestandosi al 4,3% contro lo 0,4% dell’anno precedente.

Diversi fattori spingono i listini verso l’alto: i costi di costruzione. Il rincaro delle materie prime e del petrolio (stimato intorno al 5% per i trasporti e i derivati) mantiene alti i prezzi del nuovo. L’efficienza energetica perché gli acquirenti puntano decisamente su immobili in classe A2 o superiore. Infine lo sconto medio tra prezzo richiesto e prezzo di chiusura è sceso all’7%, mentre i tempi medi di vendita si sono accorciati a 4,3 mesi, segnale di un mercato molto dinamico.

Anche il comparto affitti mostra segnali di mutamento. Dopo l’esplosione delle case vacanza, si nota un ritorno verso i contratti 4+4 o a canone concordato. La gestione degli affitti brevi e la crescita dei canoni ordinari hanno convinto molti proprietari a riposizionarsi. Nonostante un leggero allungamento dei tempi di scelta da parte dei conduttori, le prospettive per il 2026 restano orientate alla stabilità o a una ulteriore crescita.

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