Moda, altro calo. Stabile legno arredo

Confartigianato La produzione manifatturiera ha registrato una contrazione dello 0,7%, meglio rispetto al 2024. Gobetti: «Domanda debole». Bellasio: «Serve un percorso tra scuole e imprese». Magni: «La caduta rallenta»

como

La moda resta uno dei settori più in difficoltà, nel comparto legno-arredo la produzione rimane sostanzialmente stabile, mentre nella meccanica si registra un calo dovuto alla diminuzione della produzione dei mezzi di trasporto

Nei primi undici mesi del 2025 la produzione manifatturiera ha registrato una contrazione dello 0,7%, riduzione più contenuta rispetto al -4,3% del 2024. A dicembre dello scorso anno è tornato positivo il saldo delle attese sugli ordini. I dati emergono dal 36esimo report di Confartigianato pubblicato nei giorni scorsi.

L’analisi

La moda continua a essere tra i settori più colpiti con una flessione della produzione del 5,6%, in miglioramento rispetto al -11,8% registrato nel 2024.

«Anche a Como vediamo una frenata del calo produttivo, ma non possiamo accontentarci - evidenzia Davide Gobetti presidente della Federazione Moda di Confartigianato Como – Le imprese reggono, investono e trattengono i collaboratori, ma la domanda resta debole e i mercati instabili. In più, senza interventi tempestivi rischiamo di perdere anelli importanti della filiera e competenze che difficilmente si ricostruiscono. In questo quadro, il passaggio verso una vera ripresa rimane fragile. Servono scelte nette: meno ostacoli burocratici, più accesso al credito, strumenti calibrati sulla realtà delle imprese artigiane e una visione industriale che rimetta al centro la manifattura diffusa nei territori».

Nel legno-arredo la produzione si colloca su livelli di sostanziale stabilità con una variazione prossima allo zero nei primi undici mesi del 2025. «I dati ci dicono che il comparto tiene più di altri, ma la sola stabilità non basta, servono più certezze per il futuro - dichiara Marco Bellasio presidente della Federazione Legno-Arredo di Confartigianato Como - La filiera continua a operare con efficacia, le nostre aziende lavorano bene, investono, innovano e difendono la qualità. Per consolidare questi risultati però, occorrono continuità generazionale e un contesto più favorevole. I ragazzi sono interessati, curiosi, pronti a mettersi in gioco. Ora serve un passo in più, costruire un percorso comune, stabile e concreto tra scuole e imprese, capace di unire orientamento, laboratori e presenza diretta in azienda, perché è lì che si impara il mestiere vero». Bellasio sottolinea anche due criticità strutturali che incidono sulla competitività «il costo del lavoro e la burocrazia, che rallenta decisioni, investimenti e sviluppo».

Meccanica

Nella meccanica la produzione cala complessivamente dell’1,1%, dinamica interamente determinata dalla flessione del 5,6% dei mezzi di trasporto. Si osserva invece una sostanziale stabilità nella metallurgia e nei metalli (+0,1%) e nei macchinari e impianti, che chiudono l’anno con una variazione nulla.

«I numeri confermano una manifattura che resta in difficoltà, ma che sta lentamente rallentando la caduta. È un segnale importante, che va accompagnato con politiche industriali serie, attenzione alla domanda e sostegno all’export – commenta Francesco Magni presidente della Federazione Manifatturiero e Subfornitura di Confartigianato Como - Restano criticità per alcune aziende, in particolare quelle più esposte ai mercati esteri, come la Germania, e alle filiere dell’automotive. Al contempo, le imprese artigiane dimostrano una forte capacità di adattamento, la flessibilità e la possibilità di riconvertire le produzioni consentono alla maggioranza di continuare a lavorare, anche se non ancora a pieno regime. Un valore aggiunto fondamentale per trasformare la stabilizzazione in ripresa nel 2026».

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