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La manifestazione Appuntamento venerdì in piazza Perretta alle 10. L’invito dei sindacati alla partecipazione
Como
È un invito alla partecipazione il messaggio che Cgil, Cisl e Uil di Como rivolgono alla città in occasione del Primo Maggio. Appuntamento venerdì alle 10 in Piazza Perretta a Como: al centro il lavoro dignitoso. L’obiettivo è restituire significato agli spazi pubblici come luoghi condivisi, di aggregazione, socialità e costruzione di idee.
L’iniziativa è promossa dalle tre organizzazioni sindacali confederali che hanno scelto il tema per quest’anno: “Lavoro dignitoso. Contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”.
Un titolo che richiama alcune delle questioni decisive del presente: la qualità del lavoro, il ruolo della contrattazione, la necessità di rafforzare diritti e protezioni, le trasformazioni prodotte dall’innovazione tecnologica e dall’intelligenza artificiale.
L’iniziativa si aprirà con un breve accompagnamento musicale a cura dei Pica and Music Squad e proseguirà con le testimonianze dei delegati sindacali. Ad aprire la mattinata sarà Daniele Magon, segretario generale della Cisl dei Laghi. Porterà il proprio contributo anche Sandro Estelli, segretario generale della Cgil Como. Le conclusioni saranno affidate a Dario Esposito, coordinatore della Uil del Lario.
«Il Primo Maggio, a Como, parla anzitutto di una questione concreta: il lavoro deve tornare a essere una condizione di dignità e non di incertezza – ha dichiarato Sandro Estelli - salari bassi, precarietà, difficoltà del manifatturiero, costo della casa e trasformazioni tecnologiche ci dicono che non basta subire il cambiamento. Bisogna governarlo. Servono contrattazione, investimenti industriali, formazione e nuove tutele, perché non può esserci innovazione vera se aumenta la fragilità di chi lavora».
«Oggi assistiamo alla diffusione di contratti che offrono poche tutele e retribuzioni insufficienti»
Daniele Magon ha aggiunto: «Il senso del Festa dei Lavoratori resta attuale, perché il lavoro è ancora l’elemento fondamentale su cui si regge il nostro sistema sociale ed economico. (...) Se parliamo di lavoro dignitoso, la priorità resta il contratto, lo strumento che garantisce equilibrio tra diritti e doveri. Oggi però assistiamo alla diffusione di contratti (...) che offrono poche tutele e retribuzioni insufficienti. È da qui che nasce il fenomeno del lavoro povero (...). Il lavoro deve permettere di progettare la propria vita, avere una famiglia, guardare al futuro con fiducia (...)».
Dario Esposito (Uil Lario): «(...) a Como, cartolina da visita d’Italia per molti turisti, parlare di stabilità contrattuale, formazione continua, crescita professionale sembra ancora avveniristico. Da qui bisogna partire. (...) In questi anni si è disinvestito anche sulla sicurezza con provvedimenti normativi penalizzanti (...) Il lavoro è la porta di accesso alla dignità. Senza non può definirsi tale».
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