Economia / Olgiate e Bassa Comasca
Venerdì 09 Gennaio 2026
Robot e droni subacquei
La fucina dei talenti della comasca Keelcrab
Case history L’azienda è leader nella meccatronica sottomarina. La scelta di puntare sui giovani: sinergia con università e scuole tecniche
Da un’idea nata per una tesi di laurea è cresciuta un’azienda che oggi esporta in oltre 75 Paesi. È la parabola di Keelcrab, realtà di meccatronica sottomarina con sede a Bulgarograsso, guidata da Fabio Terzaghi, fondatore e amministratore unico. Una storia che intreccia innovazione tecnologica, formazione e sostenibilità.
«Tutto è nato nel 2011, lavorando alla mia tesi», racconta Terzaghi. La società viene costituita qualche anno dopo, diventa operativa nel 2016 e debutta sul mercato nel 2018 con una scelta allora pionieristica per l’Italia: una campagna di crowdfunding rewards su Indiegogo per un prodotto ad alto contenuto tecnologico. L’anno successivo arriva un’operazione di equity crowdfunding, passaggio decisivo per strutturare l’azienda in vista dei mercati internazionali.
Vocazione naturale
Una vocazione quasi naturale: fin dall’inizio Keelcrab guarda oltre i confini nazionali. «Non potevamo pensare a un prodotto solo domestico – spiega Terzaghi – oggi i nostri robot lavorano su yacht, imbarcazioni da lavoro e mezzi di trasporto pubblico praticamente in tutto il mondo».
Keelcrab progetta e costruisce robot e droni subacquei di nuova generazione per la manutenzione di scafi di yacht, piscine, vasche industriali, acquari e ambienti sommersi. Dispositivi che operano sotto la linea di galleggiamento, dove alghe e incrostazioni aumentano l’attrito, rallentano la navigazione e fanno crescere i consumi. Mantenere la carena pulita significa ridurre carburante, emissioni di CO2 e costi operativi.
Qui entra in gioco la missione dell’azienda: la sostenibilità, intesa non come concetto astratto ma come misurazione concreta dell’impatto. «Possiamo quantificare il carburante risparmiato e tradurlo in chilogrammi di CO2 evitata – sottolinea Terzaghi – un dato sempre più centrale per il rating Esg delle compagnie marittime». C’è poi un secondo fronte: ridurre l’uso di pitture chimiche antivegetative, spesso a base di metalli pesanti, combinando pulizia robotizzata e prodotti di nuova generazione. Il risultato è una filiera più sostenibile e meno impattante sugli ecosistemi acquatici.
Partnership
Un elemento distintivo è il rapporto strutturato con il mondo della formazione. Keelcrab collabora con Fondazione Politecnico ed è un bacino di inserimento per giovani ingegneri. Parallelamente, l’azienda fa scouting di profili tecnici anche attraverso l’Itis Magistri Cumacini – meccatronici, elettronici, elettrotecnici – da inserire in produzione tramite stage e percorsi formativi. «La nostra è una produzione molto particolare – spiega Terzaghi – basta una minima infiltrazione d’acqua in un box elettronico per compromettere migliaia di euro di componenti». L’assemblaggio e il controllo qualità, fondamentali per lavorare in ambiente sommerso, rappresentano il vero valore aggiunto.
Oggi l’azienda conta otto dipendenti e due collaboratori commerciali, con un team giovane che unisce competenze tecniche e visione internazionale. Il bilancio si avvia a chiudere con una crescita di circa il 45% del volume d’affari. In parallelo Keelcrab è impegnata in due bandi di ricerca, tra cui quello del Mise sull’Intelligenza Artificiale, partito formalmente nel 2025. Capofila del progetto, insieme a Fondazione Politecnico e a una startup accademica guidata dalla prof Francalanci docente di big data al Politecnico, l’azienda lavora per integrare AI, machine learning e IoT nei propri robot.
«Ogni volta che un nostro robot entra in acqua raccoglie dati reali – spiega Terzaghi – l’idea è costruire un database globale di ciò che cresce sotto le carene, utile non solo a noi ma all’intera comunità scientifica». In questo contesto l’intelligenza artificiale è considerata una commodity: una tecnologia di base, ormai diffusa, da cui derivano applicazioni sempre più avanzate.
Keelcrab è stata tra le prime a integrare un assistente AI multilingue sul proprio sito e oggi valuta software avanzati anche per i processi interni. In un Paese in cui il cuneo fiscale incide fortemente sul costo del lavoro, investire in software può talvolta essere più sostenibile che assumere nuove risorse, senza mai sostituire chi è già in azienda. «Se un software migliora l’efficienza senza penalizzare le persone, è una scelta di equilibrio», sottolinea il manager.
Resta infine aperta la sfida della vicinanza con la Svizzera, che rende difficile trattenere i talenti formati. «La fuga dei cervelli è un dato di fatto – conclude – i ragazzi italiani sono molto preparati, il problema è sistemico». Nonostante tutto, Keelcrab continua a investire in contratti stabili e competenze, convinta che innovazione e sostenibilità passino prima di tutto dalle persone.
© RIPRODUZIONE RISERVATA