Taglio delle accise, allarme benzinai

Caro carburante Niente compensazioni immediate: gestori costretti ad anticipare lo “sconto” di 25 centesimi. Maroni (Figisc): «Bene la misura anti rincari decisa dal Governo, ma le nostre imprese sono state ignorate»

«Benissimo i tagli sulle accise dei carburanti, ma c’è stata poca considerazione per il lavoro dei gestori degli impianti, l’anello più debole, quello che si trova costretto a mettere sul tavolo lo sconto di 25 centesimi di euro al litro mentre abbiamo un margine di guadagno di 3 o 4 centesimi al litro». Così dichiara Daniela Maroni, presidente provinciale, vicario regionale e vicepresidente nazionale di Figisc Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti Confcommercio.

Ieri mattina, all’indomani del decreto in Consiglio dei Ministri, tutti i gestori si sono messi a fare conteggi sul carburante rimasto nelle cisterne, acquistato, prima che venissero decisi i tagli decretati da Roma, a un prezzo maggiore, nei giorni precedenti. «Nel decreto - dice Maroni - non si parla delle compensazioni, e i gestori, un centinaio solo quelli in provincia di Como, si chiedono quando avverranno. Mi hanno subito chiamato in tanti. C’è chi nelle cisterne ha “congelato” per questo meccanismo anche 4, 5 o 6 mila euro di carburante. Un collega: 25mila euro. Perché, nel mentre, la domanda di prodotto, con i prezzi alle stelle, è crollata, ed è rimasto molto invenduto. Io ho personalmente lasciato 6mila e 800 euro di prodotto in giacenza. Intanto i soldi ce li mettiamo noi. Speriamo di andare in pareggio. Comunque: fra venti giorni».

Brusco risveglio

Per i benzinai, la prevista riduzione decretata la sera prima del prezzo di 25 centesimi al litro per gasolio e benzina e di 12 centesimi al chilo per il Gpl, ha comportato, l’indomani, un risveglio brusco. C’è chi ha adeguato con qualche incertezza i prezzi già alle 7.30 del mattino. Chi ha atteso nel corso della mattinata le indicazioni sul da farsi da parte delle compagnie petrolifere, per ritoccare poi verso le 12.30 i propri prezzi. Mentre il sito Internet l’Osservaprezzi Carburanti risultava inaccessibile a tutti, compresi gli automobilisti intenzionati a capire se e dove fare rifornimento, per gran parte della giornata, fino alle 14.30.

La gestione del primo giorno a prezzo diminuito non è stata quindi semplice, soprattutto la mattina, con i benzinai in attesa di avere comunicazioni dalle compagnie e molti non avevano ancora diminuito il listino, «anche perché la riduzione delle accise è applicata quando la merce esce dal deposito fiscale: per questo abbiamo chiesto alle compagnie come comportarci».

Maroni parte da una premessa: «Sia chiaro: per il taglio sui prezzi sono la prima a essere felice, in quanto anche consumatore e cittadina a mia volta, dato che il problema dell’innalzarsi dei costi colpisce tutti, a partire dalla frutta e verdura trasportata via gomma. Bene anche la tutela per gli autotrasportatori e per i pescatori. Ma mi spiace che non ci sia stata attenzione nei confronti della nostra categoria. Non siamo stati presi in considerazione. Anzi, siamo quelli che la Guardia di Finanza deve controllare se non si adegua il prezzo. Siamo stanchi di passare come quelli brutti e cattivi: non siamo certo noi che diventiamo miliardari. Vorrei un po’ più di rispetto per la categoria che rappresento».

C’è spazio anche per un’amara considerazione: «I 20 giorni di minore prezzo terminano il 7 aprile, il martedì dopo Pasqua. Questo significa che nei giorni precedenti, vale a dire sabato, domenica di Pasqua e Lunedì dell’Angelo, non potremo scaricare merce. Se a questo aggiungiamo le vendite, maggiori per il periodo pasquale, ed i pieni che faranno i consumatori in previsione del ritorno dei 25 centesimi, il 7 avremo i serbatoi quasi vuoti. Probabilmente non riusciremo mai a recuperare quanto perderemo oggi».

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