Tassa sulla salute e ristorni: Orsenigo interviene in Regione per i frontalieri
Consiglio regionale Il Pd: «Bocciata l’urgenza della mozione». La questione riguarda frontalieri e Comuni
Como
Niente mozione urgente sul destino della “tassa sulla salute” ieri pomeriggio in Consiglio regionale. “Tutto rinviato”, hanno fatto sapere in una nota i consiglieri del Partito Democratico Angelo Orsenigo e Samuele Astuti, annunciando «un’audizione urgente in Commissione Lombardia-Svizzera con l’assessore Massimo Sertori», che peraltro oggi sarà sul nostro territorio - insieme al presidente Attilio Fontana - per la seconda tappa del tour delle Aree Interne. Il tema o meglio la problematica è duplice, da un lato c’è il destino della “tassa sulla salute”, da applicare in base alla Legge di Bilancio 2024 ai “vecchi” frontalieri e dall’altro, a cascata, la minaccia concreta da parte del Ticino di un blocco dei ristorni, fondamentali soprattutto per i piccoli Comuni.
«Per la Giunta regionale, la questione della “tassa sulla salute” da applicare ai (vecchi) frontalieri non è così urgente», hanno rimarcato Angelo Orsenigo e Samuele Astuti. Nel testo veniva chiesto al presidente Attilio Fontana ed alla Giunta regionale di «non procedere alla redazione del decreto attuativo ed alla conseguente riscossione della “tassa sulla salute” nonché «di attivarsi con il Governo affinché venga sospeso totalmente il riversamento all’Italia della quota dell’imposta alla fonte prelevata ai frontalieri».
Il tema resta di stretta attualità, con i frontalieri che dopo mesi di relativa tranquillità sono tornati tra gli argomento “forti” di una parte della politica ticinese, Lega dei Ticinesi in primis, impegnata a raccogliere parte dei (numerosi) consensi lasciati sul campo in questi anni. «Altro che calo. I frontalieri continuano ad aumentare nelle professioni dove sostituiscono i residenti», ha rimarcato via social il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri. Quanto allo stop ai ristorni, lo stesso consigliere nazionale leghista ha fatto notare come a supporto del blocco di queste risorse «ora c’è un elemento nuovo, la tassa sulla salute».
La parola passa ora al Gran consiglio ed al Governo ticinese.
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