Tensione geopolitica e nuovi flussi turistici
Le attese Nonostante la concorrenza di altre mete del Nord Italia investimenti e grandi brand per intercettare differenti segmenti di pubblico
Como
Il Lago di Como si prepara ad affrontare la stagione 2026 in un contesto internazionale ancora segnato da incertezze geopolitiche. In questo scenario, il tema della sicurezza torna centrale nelle scelte dei viaggiatori. «La sicurezza è un fattore fondamentale per i nostri ospiti – osserva Luca Leoni, presidente degli albergatori di Como –. È sufficiente un episodio critico in Europa perché, ad esempio, il turista americano modifichi immediatamente destinazione. È quindi auspicabile che non si verifichino tensioni nell’area del Mediterraneo».
Sul fronte della domanda, non si registrano al momento cambiamenti strutturali nei comportamenti, almeno nella prima parte dell’anno. «Le prenotazioni per i primi tre-quattro mesi sono positive. Nei mesi di luglio e agosto si nota invece un leggero rallentamento, fenomeno peraltro ricorrente, legato alla minore presenza di clientela americana e a un maggiore peso della domanda europea, che tende a prenotare più sotto data».
Le tensioni internazionali stanno tuttavia incidendo sulla geografia dei flussi. «Una parte dei viaggiatori che aveva programmato soggiorni nella Penisola Arabica ha rivisto le proprie scelte. Allo stesso tempo, le criticità nei collegamenti aerei stanno creando difficoltà soprattutto per i flussi provenienti da Australia e area oceanica». Non mancano effetti indiretti anche sul fronte operativo: «Si registrano situazioni in cui personale proveniente da Paesi come lo Sri Lanka incontra difficoltà a raggiungere l’Italia».
In parallelo, il territorio continua ad attrarre investimenti rilevanti nel comparto alberghiero. «L’appeal del Lago di Como resta molto elevato, come dimostrano le nuove aperture. Tuttavia non possiamo abbassare la guardia: il rischio è che altre destinazioni del Nord Italia, come il Lago Maggiore o il Lago d’Iseo, possano intercettare parte della domanda». Un rischio mitigato, secondo Leoni, dalla qualità dell’offerta locale: «Le nostre strutture e il contesto paesaggistico non temono confronti. Il territorio vanta una tradizione consolidata di ospitalità e professionalità».
L’ingresso di grandi brand internazionali non viene percepito come un fattore destabilizzante. «Questi operatori muovono prevalentemente una clientela fidelizzata. Piuttosto, contribuiscono ad ampliare il bacino, intercettando nuovi visitatori che magari non conoscevano ancora la destinazione».
Resta aperto il tema della sostenibilità dei flussi. «La pressione sul territorio non deriva tanto dalle strutture alberghiere quanto dal turismo giornaliero. È una questione complessa, legata ai trasporti e ai servizi locali». In questa prospettiva, diventa strategica la distribuzione dei visitatori su aree meno battute: «Il territorio offre molte alternative, dalla Valle Intelvi al Triangolo Lariano fino alla Brianza, dove si sviluppano forme di turismo lento, legate ad arte e cultura, anche grazie alla vicinanza con Milano».
Sul fronte dell’innovazione, il sistema locale punta anche sul digitale con il lancio del portale Easy Book. «È un’iniziativa particolarmente efficace per i servizi sul territorio più che per la prenotazione alberghiera. Competere con le grandi piattaforme internazionali è complesso, ma questo strumento consente all’ospite già presente di orientarsi facilmente tra ristoranti, esperienze e attività». Centrale, in questo senso, il ruolo degli hotel: «Le reception diventano veri e propri punti di informazione turistica, fondamentali per veicolare l’utilizzo della piattaforma».
Infine, la promozione integrata resta una leva decisiva. «Fare sistema è oggi essenziale. In passato lo hanno dimostrato figure che hanno contribuito a costruire la notorietà internazionale del Lago di Como. Oggi il digitale amplifica queste possibilità, ma aumenta anche la concorrenza. Per questo è fondamentale presidiare i canali social e sviluppare strategie mirate, capaci di raggiungere un pubblico globale».
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