Transizione 5.0, «allarme rientrato» per le imprese comasche

Sollievo dopo che il Governo si è impegnato a individuare le coperture per gli “esodati” della manovra. Pozzi: «Per piccole e medie imprese le certezze sono fondamentali». Panzeri: «Incontro positivo dopo lo tsunami»

Como

Allarme rientrato per le imprese che hanno puntato su Transizione 5.0, un sospiro di sollievo che tocca non solo l’aspetto economico, ma è anche un tema di fiducia. «Le aziende che rappresentiamo accolgono con favore l’apertura del Governo a tornare sui propri passi e a ripristinare quella certezza del diritto che tutti auspicano – afferma Walter Pozzi vicepresidente della Piccola Industria di Confindustria Como - Si tratta di un tema rilevante per tutte le imprese, ma in particolare per le piccole e medie, più vulnerabili. Per loro le certezze, soprattutto normative, sono fondamentali, affrontare un investimento significa pensare a lungo termine, ben oltre la settimana, il mese o la durata di una legislatura».

Pozzi ricorda che le aziende stanno ancora uscendo dalla fase Covid, per cui la programmazione finanziaria, sempre importante, oggi diventa ancora più cruciale: «Nella 5.0 parliamo di investimenti strutturali che richiedono certezza e programmazione. Lo sbandamento che si è verificato ha creato non solo panico, ma anche sfiducia. Rispetto al 2025, le aziende pronte a investire sono diminuite, e questa incertezza generale ha raffreddato notevolmente gli investimenti».

Ci sono tante realtà comasche che hanno partecipato a questa misura? «Un numero significativo – risponde Pozzi Un’opportunità partita in salita rispetto alla 4.0, inizialmente il percorso era complesso e difficoltoso, e poche aziende riuscivano ad accedervi. Successivamente, anche grazie alle semplificazioni introdotte e al supporto di Confindustria Como, è stato possibile accompagnare alcuni associati lungo questa procedura. Nel complesso il giudizio è buono, la misura ha consentito ad alcune imprese di realizzare investimenti che altrimenti non avrebbero affrontato».

«Negli ultimi giorni il clima è stato quello di uno tsunami annunciato, mentre l’incontro di ieri può essere valutato positivamente – evidenzia Marcella Panzeri consigliere di Confindustria Como con delega all’economia d’impresa - L’impegno del Governo a individuare le coperture per gli esodati della 5.0 va nella direzione giusta. Era l’unica strada possibile, non c’erano alternative».

Il 27 marzo era stata comunicata la riduzione del credito d’imposta per le aziende che avevano già prenotato gli incentivi e la mancanza di risorse per le “esodate”. Un danno economico, ma anche un tema di fiducia: «È evidente la carenza di liquidità che le imprese si sarebbero trovate a sostenere, oltre ai rischi legati all’incentivo, si sarebbero sommati l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, amplificando le difficoltà del sistema imprenditoriale – prosegue Panzeri - In questo senso, l’intervento ottenuto è stato provvidenziale, non solo per una questione di liquidità, ma anche per ristabilire quella fiducia tra Stato e imprese che negli ultimi mesi era apparsa vacillante».

Aver ristabilito un equilibrio rappresenta un passaggio fondamentale: «Consente alle imprese di tornare a programmare nuovi investimenti, indispensabili non solo per la sopravvivenza, ma anche per migliorare la competitività e l’attrattività del Paese – conclude Panzeri - L’incertezza non favorisce la crescita delle imprese e non attrae i capitali di chi vuole investire in Italia. L’intervento è stato quindi provvidenziale per ristabilire la fiducia tra Stato e sistema produttivo e auspichiamo che si elabori una politica industriale più strutturata, programmata e sistemica, che permetta alle imprese di non navigare più a vista, ma di pianificare con una visione di lungo periodo».

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