Turismo a Como senza manodopera. «Pochi 5 euro all’ora per fare il lavapiatti»

Turismo La Filcams Cgil sulla carenza di personale denuncia basse retribuzioni e violazioni dei contratti. «Gli straordinari vanno pagati in misura regolare»

Turismo a Como senza manodopera. «Pochi 5 euro all’ora per fare il lavapiatti»
Fabrizio Cavalli, segretario Filcams Cgil Como, Umberto Colombo (segretario generale Cgil Como) e Lorena Panzeri (segretaria organizzativa Cgil Como)

Un compenso di 1.550 euro netti al mese per fare il lavapiatti è la proposta di una recente lettera di assunzione in un albergo lariano. Salario comprensivo di: festività, maggiorazione di lavoro festivo notturno, rate di 13esima e 14esima, rol, ex festività non godute, straordinari. Considerato che l’orario è di 60 ore alla settimana, risulta una retribuzione di circa 5 euro all’ora per l’incarico di lavapiatti.

È un esempio portato ieri in conferenza stampa da Filcams Cgil di Como sul tema del lavoro nel settore turismo che incrocia, in questa estate record per l’affluenza, richieste di personale che non trovano offerta, picchi di lavoro a volte nero e grigio, le irregolarità sono per l’80% concentrate nella ristorazione, e la crescente necessità di rinegoziare orari e contratti per garantire una tenuta di un lavoro che, da sempre precario per definizione, è ora in cerca di continuità e garanzie, a fronte di una stagione con il lago “al completo” e un target “alto spendente”.

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