«Un posto di lavoro a Massagno per soli frontalieri». Scoppia la polemica

Svizzera L’annuncio ha riaperto il dibattito sulla necessità di tutelare la manodopera residente

Oltre confine

L’annuncio relativo a «un posto di lavoro a Massagno per soli frontalieri» ha riaperto il dibattito in Ticino sulla necessità di tutelare la manodopera residente. La novità sta nel fatto che la levata di scudi non è giunta solo da Lega dei Ticinesi e Udc, ma dal Partito Socialista cioè dalla sinistra, che attraverso il deputato Fabrizio Sirica ha depositato una mozione a Bellinzona in cui si chiede di varare «una strategia a difesa dei lavoratori residenti».

L’azienda in oggetto è alla ricerca di una persona da impiegare a tempo determinato con un ruolo amministrativo. Si tratta - come anticipato - di una posizione di lavoro «aperta a soli lavoratori frontalieri». Il perché di questo annuncio è da ricondurre al fatto che lo stipendio corrispondente per l’impiego all’80% del tempo lavorativo è pari a 2900 franchi mensili lordi per dodici mesi. Il “caso” è già stato segnalato dallo stesso deputato socialista alle autorità competenti. Inevitabili le prese di posizioni politiche. «Il Partito Socialista dopo aver sempre promosso l’invasione di lavoratori frontalieri ora improvvisamente di accorge di questo annuncio di lavoro - ha fatto notare il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri -. Noi siamo stati i primi a segnalare e denunciare questo tipo di annunci».

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