Caso Segre e femminicidi: emergenza
culturale

Ha ragione chi, come Vittorio Feltri, sostiene che della vicenda Seymandi-Segre si è parlato troppo. Però è doveroso farne un cenno per i pochi che se la fossero persa. Massimo Segre è un banchiere che avrebbe dovuto convolare a nozze con Cristina Saymandi, affermato avvocato e manager di Torino. Ma l’uomo, durante la festa pre matrimonio, ha mostrato un video che svelava i tradimenti della compagna e l’ha lasciata in diretta davanti a tutti gli invitati. Che classe eh, si potrebbe dire, ma non solo. I problemi sono altri.

Il caso, infatti, si presta ad alcune considerazioni sull’immagine distorta degli uomini e delle donne nella nostra società con tutto quello che, purtroppo, ne consegue ed è cronaca di tutti i giorni. Al di là degli strascichi legali della vicenda, Cristina Seymandi è stata ricoperta di contumelie sui social e potete immaginare i commenti e gli epiteti.

Vien da chiedersi: sarebbe stata la stessa cosa a ruoli invertiti? Perché, è inutile nasconderselo, se l’uomo tradisce spesso le donne passa soprattutto come un don Giovanni o un playboy, è ammirato e, sotto sotto, anche invidiato da chi vorrebbe emularlo, ma non ci riesce.

Se lo fa la donna, caliamo un pietoso velo sulle valutazioni. E non è purtroppo solo una questione di costume. Perché questo approccio culturale, assimilato da persone che già non hanno un atteggiamento equilibrato, spesso è la base dei tanti femminicidi, che, appunto, popolano le cronache quotidiane.

L’ultimo caso è di pochi giorni fa: un uomo ha ucciso l’ex compagna a coltellate in provincia di Napoli. Stesso clichè la settimana scorsa, questa volta in Alto Adige. Un’Italia unita dall’odio feroce mortale verso donne che hanno l’unico torto di aver mutato i propri sentimenti, a volte senza neppure tradire il partner, il che comunque non costituirebbe certo un’attenuante. Sono già 75 quest’anno gli episodi. Non si ha notizia di fatti criminosi simili che vedano come vittime i maschi. Per fortuna, si potrebbe dire. Ma non ha senso neppure questa carneficina che nessuna norma sembra riuscire a prevenire.

E allora non sarà proprio il problema culturale di cui si parlava prima? Quell’immagine della donna che se adotta certi comportamenti propri dell’uomo viene giudicata e considerata in maniera diversa? Non servono solo le leggi. Ci vorrebbe un’efficace azione educativa che deve partire dalla famiglia e della scuola e che insegni a considerare le donne allo stesso modo degli uomini e a saper rispettare le loro scelte, senza però arrivare ad esaltare chi adotta comportamenti amorosi disinvolti come accade spesso nei confronti dei maschi.

La strada è lunga perché ci si trova di fronte a consuetudini e costumi radicati nel tempo, addirittura secolare. Però la situazione dal punto di vista dell’emergenza sociale non aveva mai raggiunto questi livelli, anche per quanto riguarda gli stupri e le violenza. Non è un problema di ceto e istruzione che di certo non manca a Massimo Segre. Però neppure lui, al di là della caduta di stile, ha pensato alle conseguenze che potrebbe creare il fatto di aver messo in piazza il tradimento della ex compagna. E anche questo la dice lunga su come siamo lontani dalla consapevolezza di una situazione che potrebbe anche peggiorare se non si interviene in maniera radicale sotto il profilo educativo oltre che con norme più severe e incisive.

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