E a sinistra s’ode
lo squillo del cliché

E a sinistra s’ode lo squillo del cliché

La verità è che uno ci si mette davvero d’impegno ad ascoltare l’intellettuale di sinistra che spiega al popolo i segreti del mondo. Ma poi, inesorabilmente, bastano dieci minuti di facezie à la page per farti sgorgare dai più profondi recessi di te popolo bue, di te non appartenente al club degli intelligenti, di te venuto giù con la piena dell’Adda, l’immortale richiamo della foresta: “Wilma, dammi la clava!”.

Tra i siparietti più spassosi, così spassosi da diventare irritanti, offerti nei giorni scorsi dal nostro impagabile teatrino del dibattito politico, vince per distacco la profonda riflessione, anzi, il drammatico allarme lanciato da Michela Murgia per l’affidamento al generale Figliuolo del delicato incarico di commissario straordinario all’emergenza Covid. Ora, per chi non lo sapesse, la Murgia è una sedicente scrittrice di notevole potere editoriale e crescente afflato carismatico, anche perché incarna al massimo grado il profilo culturale, sociologico, addirittura lombrosiano, dell’intellettuale impegnato - anzi, pardon, dell’intellettualessa impegnata - dedito tutti i giorni, da mane a sera, a dirci cosa è giusto e cosa è sbagliato, a distinguere il grano dal loglio, a inchiodare i poteri forti alle loro losche responsabilità e, soprattutto, a fare carne di porco di ogni maschilista, machista, sessista, razzista, nazista che si aggiri nei sentieri delle patrie lettere e della politica nostrana. Ed è talmente influente che se qualche imbecille la diffama sui social definendola “cessa cicciobomba” - e non c’è nulla di peggio che sfregiare una persona per il suo aspetto fisico - apriti cielo, scatta la condanna urbi et orbi del malfattore e vergogna e farabutto e mascalzone e vile attacco ai principi della democrazia e ignobile sfregio alla parità di genere e intollerabile vilipendio ai valori della resistenza e della guerra partigiana e indignati manifesti firmati dalle meglio donne della nazione contro questo e quello e bla bla bla. Se invece qualche altro imbecille dà della “cessa cicciobomba” alla Meloni - o a qualsiasi altra donna di destra, fate voi - assordanti silenzi, cespugli che rotolano nel deserto del Nevada, passanti che fischiettano per la strada, perché nella nostra repubblica delle banane, secondo la filosofia delle intellettualesse di sinistra, le donne sono tutte uguali, ma qualcuna è più uguale delle altre. E poi, diciamoci la verità: quelle di destra sono un po’ tutte delle mignotte. Non è così, putacaso?

© RIPRODUZIONE RISERVATA