Faro Voltiano, bisogna unire le forze

Le onoranze a Volta del 1927 rappresentarono per la classe dirigente comasca, principale regista delle celebrazioni, una occasione straordinaria per uscire dall’ambito locale e acquisire visibilità nazionale. Furono organizzate mostre, eventi sportivi e scientifici di grande rilievo tra cui il congresso internazionale di telefonia e telegrafia.

Al centro ci fu la consapevolezza del ruolo decisivo della scienza che culminò nel congresso internazionale dei fisici: vi parteciparono ben 21 premi Nobel, e quell’evento è ancora oggi citato nei principali libri di storia della fisica in tutto il mondo. Como è tuttora conosciuta nella comunità scientifica internazionale anche grazie a quel congresso.

Le celebrazioni del 1927 lasciarono anche un’eredità concreta e duratura. Il Comune di Como acquistò Villa Olmo, (con il contributo anche di privati cittadini); venne costruito lo stadio; Francesco Somaini fece edificare e donò alla città il Tempio Voltiano; fu costruito il Faro di Brunate. Un insieme di interventi che ancora oggi definiscono il volto della città.

In vista del bicentenario della morte di Volta del prossimo anno, su iniziativa del senatore Butti, è stato istituito un Comitato Nazionale dotato di risorse significative — sei milioni di euro. Si apre così una straordinaria opportunità: realizzare interventi importanti per Como e rafforzare nel mondo l’immagine di Volta. Naturalmente, ciò richiede un’azione coordinata tra gli attori locali e il Comitato Nazionale.

Personalmente, in quanto membro del comitato nazionale esecutivo, ritengo che le celebrazioni debbano mettere in luce il contributo che Como ha dato al progresso scientifico dell’umanità, promuovendo iniziative capaci di richiamare l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Allo stesso tempo, è fondamentale lasciare un’eredità alle future generazioni. In questa prospettiva, oltre all’area del Tempio Voltiano, penso in particolare al ruolo dell’Università, che rappresenta una risorsa strategica, soprattutto in termini di capitale umano. Un segnale forte in questa direzione sarebbe altamente auspicabile.

Il Tempio Voltiano, costruito cento anni fa, necessita oggi di un intervento che lo renda più attrattivo, soprattutto per i giovani. Francis Bacon scriveva che in ogni città dovrebbe esistere un luogo in cui i cittadini possano osservare come funziona la natura. A maggior ragione questo vale per Como, patria di uno scienziato che ha cambiato il mondo. Visitando il Tempio nel 1933, Albert Einstein disse della pila di Volta: “Questo è il fondamento di tutte le scoperte”. Oggi il Tempio va ripensato: reso più vivo, accessibile, interattivo, capace di coinvolgere anche bambini e ragazzi attraverso strumenti multimediali e attività esperienziali. In questa direzione, il comune di Como ha già presentato una proposta al comitato nazionale.

Infine, il Faro di Brunate, divenuto nel tempo uno dei simboli della città, è al centro di alcune polemiche. Esse riguardano, da un lato, questioni formali tra i Comuni di Como e Brunate e, dall’altro, il costo degli interventi necessari per il restauro e la messa in sicurezza, stimato in circa 400 mila euro. Con il massimo rispetto, mi permetto di avanzare una proposta ai due sindaci: accantonare temporaneamente le questioni formali e concentrarsi sull’obiettivo concreto di rendere il Faro agibile entro il prossimo anno. Non conosco le difficoltà che ci possono essere nel reperire i fondi necessari. Nel caso, i due sindaci potrebbero fare richiesta di un sostegno anche al comitato nazionale. Quello che credo è che, se c’è la volontà, la soluzione può essere trovata e questo è ciò che i cittadini si aspettano.

Il prossimo anno sarà segnato anche da importanti appuntamenti elettorali. Nella naturale diversità delle posizioni politiche, vi è però un punto che accomuna tutti i cittadini: l’ auspicio che le celebrazioni del 2027 vedano la collaborazione costruttiva e entusiasta di tutti coloro che, a vari livelli, hanno ruolo di responsabilità in questa città.

Volta ha cambiato il mondo. Quella del prossimo anno rappresenta un’occasione che si presenta una volta ogni cento anni. Como ha il dovere di dimostrare, alla Nazione e al mondo, di esserne all’altezza.

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