La cultura a Como  Eppur si muove

La cultura a Como

Eppur si muove

Parlando di cultura a Como, vale la pena di scomodare Galileo e la sua più famosa frase (che non ha mai detto, ma gli fu “messa in bocca” dal critico Giuseppe Baretti oltre un secolo dopo): «Eppur si move». Così lentamente, è vero, che magari uno sguardo superficiale nemmeno nota il movimento, e, tuttavia, per la prima volta, anche con una coralità sufficientemente ampia per azzardarci a porre alla collettività, di cui tutti siamo parte, con responsabilità diverse, un obiettivo ambizioso: ricandidarci come capitale italiana della cultura per il 2027, l’anno del bicentenario della morte di Volta, a un secolo dall’ultimo grande evento culturale che coinvolse tutta la città con riscontri ampi e duraturi, il suo centenario (Volta non sarà popolare come Leonardo, ma nella toponomastica italiana lo batte: 1662 vie e piazze contro 1611).


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