Neppure le tragedie  cambiano l’uomo

Neppure le tragedie

cambiano l’uomo

“Ah, la brava Sonia! Però che pozzo si son saputi scavare! E ne approfittano! Come ne approfittano! E vi si sono abituati. Han pianto un poco, poi si sono abituati. A tutto si abitua quel vigliacco ch’è l’uomo”.

In un passaggio memorabile di “Delitto e castigo”, Fedor Dostoevskij, magistrale indagatore dei più riposti recessi dell’animo umano e dalla presenza cogente e dominatrice del male nell’esistenza di ognuno di noi, ha segnato un punto cardine, eterno e assoluto, su quello che è l’uomo, quello che è sempre stato e quello che sarà fino a quando andrà avanti a ingombrare con la sua bizzarra presenza i sentieri del mondo.

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