Vado al Massimo  E vado al Silvio

Vado al Massimo

E vado al Silvio

Vado al Massimo (D’Alema), vado al Silvio (Berlusconi). Vasco Rossi se ne faccia una ragione, è questa l’hit della politica di oggi e forse, più che mai, addirittura di domani. Un gioco che somiglia al Monopoli dove ogni tanto ti tocca ritornare al via, anche perché il mare in cui ti sei avventurato appare più putrido e procelloso di quello pur zozzo e agitato da cui sei partito. E a proposito di partenze, anzi di ripartenze. Sui blocchi della corsa al Quirinale ormai ventura si sono collocati proprio i due di cui sopra. E attenti a loro. Perché la salita al Colle per un politico è come il Pamir (il tetto del mondo) per un alpinista. La massima impresa di una carriera. Sarà per quello, che almeno per quanto attiene al declivio romano, è spesso stato un gioco a mutilarsi dei santissimi per far dispetto alla moglie e spedire alla massima carica dello Stato a figure inaspettate più che degne ma non di primissimo piano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA