Cambiamento climatico, studio dal Buco del Piombo
Erba Progetto internazionale, coinvolti speleologi e guide erbesi. Posizionati cinque sensori che controlleranno la temperatura
Erba
Da qualche giorno il Buco del Piombo è una stazione di monitoraggio per lo studio del cambiamento climatico sotterraneo, grazie a cinque sensori che rilevano i cambiamenti di temperatura in diverse aree della grotta. Il sito carsico erbese è entrato a far parte del Progetto Ucc (Underground Climate Change), un programma di ricerca internazionale avviato nel 2023 che conta oltre venti stazioni di monitoraggio.
I sensori al Buco del Piombo sono stati posati alla fine di dicembre. I responsabili locali del progetto sono Alessandro Marieni, membro dello Speleo Club Cai Erba, e Alex Chiesa, presidente dell’associazione Guide del Buco del Piombo e della Valle Bova.
Le finalità
«La stazione di monitoraggio al Buco del Piombo, la prima in territorio lombardo, è nata dalla collaborazione di diverse associazioni» spiegano Marieni e Chiesa. «Innanzitutto lo Speleo Club Cai Erba, capofila dell’iniziativa, che con i suoi speleologi si è fatto carico della messa in opera e si occuperà del recupero dei dati; poi l’associazione Guide Buco del Piombo e della Valle Bova e la Federazione speleologica lombarda, che hanno patrocinato onerosamente l’iniziativa».
Determinante è il lavoro congiunto tra speleologi e guide ambientali. «Il progetto ha suscitato interesse in entrambe le parti. Gli speleologi vedono la possibilità di proseguire le ricerche scientifiche del sistema carsico dell’Alpe del Vicerè, mentre per le guide - al di là dell’interesse scientifico - è un ulteriore spunto di interesse in vista della ripresa delle visite turistiche» dicono Marieni e Chiesa.
L’obiettivo del Progetto Ucc, attivo da oltre due anni, è studiare il cambiamento climatico nei sistemi sotterranei attuando una campagna di misurazione della temperatura diretta nelle grotte ritenute appropriate.
Gli speleologi dello Speleo Club Cai Erba hanno posato cinque sensori. Il primo è nell’androne di ingresso del Buco del Piombo, al riparo dall’irraggiamento solare e dal principale flusso di corrente d’aria. Gli altri quattro sono stati montati a quattrocento metri dall’ingresso: il primo in un contenitore che raccoglie l’acqua che cade dal soffitto, il secondo in aria libera, il terzo in un foro nella roccia profondo dieci centimetri e il quarto in un foro profondo quaranta centimetri.
Ora non resta che attendere. I protocolli del progetto prevedono lo scaricamento dei dati acquisiti dai sensori due volte all’anno, per un arco temporale che può estendersi fino a dieci anni; variazioni e anomalie verranno poi studiati e interpretati dai climatologi.
La tutela dei pipistrelli
In questi mesi il Buco del Piombo è chiuso al pubblico, una misura a tutela dei pipistrelli che svernano all’interno della grotta. Le visite riprenderanno ad aprile, ogni fine settimana, ma non ci sono rischi per il progetto di rilevamento: per evitare anomalie termiche legate al passaggio delle comitive, i sensori sono stati posati un centinaio di metri oltre il limite del percorso turistico.
© RIPRODUZIONE RISERVATA