Erba, a un anno dalle elezioni schieramenti spaccati

Se il centrodestra è diviso da mesi, la minoranza è tutt’altro che unita. Con il risultato che sulla scheda elettorale ci saranno almeno quattro candidati sindaco

Erba

Se il centrodestra è spaccato da sei mesi, la minoranza è tutt’altro che unita. A un anno dalle elezioni amministrative, il panorama politico erbese è sempre più frammentato: le contrapposizioni negli schieramenti e l’emergere di nuove realtà civiche potrebbero portare nel 2027 ad avere quattro o cinque candidati sindaci, sostenuti da una decina di liste.

Partiamo dall’amministrazione in carica. Nel settembre 2025 Fratelli d’Italia è passato all’opposizione; due mesi più tardi il sindaco Mauro Caprani ha organizzato un aperitivo per i propri sostenitori e quella sera Eugenio Zoffili, capogruppo della Lega, ha parlato chiaro: «Lavoriamo perché Caprani possa continuare a fare il sindaco con il centrodestra unito, ma se i Fratelli d’Italia di Erba non la capiscono andremo avanti con il vero centrodestra erbese». Il sindaco non parla del suo futuro. Un mese fa, alla presentazione della sezione erbese di Noi Moderati guidata da Giorgio Meroni, ha ribadito di essere concentrato sulle opere da portare a termine. Nei giorni scorsi, però, ha aperto una pagina Facebook per presentare ai cittadini il lavoro fatto e per raccogliere suggerimenti: tutto lascia pensare che voglia andare avanti (che poi riesca a farlo è un’altra questione).

Per capirci qualcosa conviene ascoltare Alessio Nava, assessore e fondatore della civica Il Buonsenso, “vecchia volpe” della politica erbese con trent’anni di amministrazione sulle spalle. «Provo rammarico per la divisione del centrodestra, anche perché è dettata da personalismi più che da divisioni programmatiche. Cosa farà Caprani non lo so, ma la scelta sulla ricandidatura spetta sempre al sindaco uscente» dice Nava. «Io sto già lavorando alla mia civica Il Buonsenso, e potrei anche farne una seconda. Quanti aspiranti sindaci avremo sulla scheda nel 2027? Minimo tre, più probabilmente quattro».

A uno scontro tra due candidati, uno di destra e uno di sinistra, non crede nessuno. Anche perché l’opposizione, che potrebbe approfittare delle divisioni a destra per unirsi in un campo largo, sembra sempre più frammentata: Pd da un lato, Erba civica e Democrazia partecipata dall’altro. Senza contare il Coordinamento Base, i comitati civici del centro che ieri hanno accusato il Pd di eccessiva compiacenza verso la giunta (Alberto Ciceri, capogruppo democratico, ha risposto per rime). Una loro discesa in campo - come “mina vagante” o nel quadro di un’alleanza contro Caprani - non è da escludere.

Per Michele Spagnuolo, capogruppo di Erba civica e altra “vecchia volpe” della politica erbese, la situazione è interessante. «Penso anch’io che avremo almeno quattro candidati sindaci sulla scheda. Che in consiglio comunale ci siano sempre più distinguo in entrambi gli schieramenti è un fatto, noi seguiamo i nostri principi e ci confrontiamo con tutti». Spagnuolo non nasconde l’interesse verso i comitati civici. «Hanno la loro autonomia e indipendenza, stanno rappresentando bene le istanze di molti erbesi. Se questo si trasformerà in un impegno politico-amministrativo non lo so, ma ogni contributo sarà prezioso».

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