Erba, progetti per il centro. «Al posto degli alberi mettono il cemento»
La critica Dopo il corso, dubbi su via Fiume e via Volta Spagnuolo: «Altro che piazza unica, sono opere slegate».Torchio attacca il sindaco: «Ha un’agenzia immobiliare»
Erba
Per mesi le critiche si sono concentrate su corso 25 Aprile, ora si allargano ai progetti di via Fiume e via Volta approvati nei giorni scorsi dalla giunta.
Il sindaco Mauro Caprani accelera sulla riqualificazione del centro, ma i gruppi di minoranza vedono solo interventi scollegati che danneggeranno l’ambiente; le preoccupazioni sono condivise dai comitati civici, che valutano di organizzare una manifestazione.
I nuovi progetti contestati riguardano la sistemazione del primo tratto di via Fiume, espropriando un marciapiede e alcuni parcheggi al condominio “Ai Cedri”, e la realizzazione (a carico di privati) di un parcheggio pubblico e di una palazzina da quattro piani nel parco di fianco alla Libreria di via Volta.
Piovono critiche
«Quando il sindaco ha esposto il progetto che riguarda la sistemazione triangolo centrale (corso 25 Aprile, via Volta e via Fiume, ndr) non si è parlato né della costruzione in via Volta né degli espropri in via Fiume» osserva Michele Spagnuolo, capogruppo di Erba civica, insieme alla collega di lista Giovanna Marelli. «Quella che sulla carta dovrebbe trasformarsi in un’unica piazza lineare, nei fatti è un insieme di progetti slegati a firme diverse».
Il secondo tratto di via Fiume, ricorda poi il consigliere, «verrà sistemato solo in seguito dai proprietari dell’Ex Enel, in cambio del permesso di costruire sulla propria area. Quindi iniziamo a sistemare una strada, con soldi pubblici, che sarà poi interessata da nuovi cantieri».
Per quanto riguarda via Volta, prosegue Spagnuolo, «la foto dall’alto pubblicata su La Provincia mette in risalto l’importanza di quel parco privato, uno dei pochi polmoni rimasti in centro. Tutte le città in Europa, a fronte del cambiamento climatico, prevedono la piantumazione di alberi ad alto fusto e giardini tra i palazzi, noi tagliamo alberi e prati per far posto a cemento e parcheggi».
Sono concetti che Doriano Torchio, capogruppo di Democrazia partecipata, ripete da anni. «L’unica certezza è che qui il verde sparisce e l’asfalto arriva ovunque. Ora parliamo di un palazzo da quattro piani e nove appartamenti in via Volta: mi chiedo se sia stata fatta un’indagine sulle necessità di mercato, vista la quantità di case sfitte a Erba».
Torchio ribadisce una vecchia convinzione: «Progetti come questo non dovrebbero essere approvati da un sindaco che ha un’agenzia immobiliare e ha trattenuto per sé le deleghe a urbanistica ed edilizia privata». Caprani aveva già risposto che nessuna legge lo vieta. «Ricordo quella risposta, ma c’è anche un piano morale» osserva il consigliere.
Le perplessità
Più sfumata è la posizione di Davide Ripamonti, consigliere del Pd. «Da indipendente (non ha la tessera del partito, ndr) condivido parzialmente i progetti di ammodernamento del centro. Dico parzialmente perché non è mai stato presentato un progetto complessivo, supportato da uno studio di tipo viabilistico e da uno studio di sviluppo economico-commerciale».
Il punto, per Ripamonti, è che «il centro sta morendo, se non è già morto. Serve una politica di attrazione che non può basarsi solo sugli asfalti e l’allargamento dei marciapiedi, ma non vedo strategie e incentivi a sostegno delle attività commerciali esistenti e di quelle da attrarre».
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