Pd, resa dei conti e intanto la Lega difende Salvini

Le voci I dem: «Mettere in discussione ruoli e dirigenti». Nicola Molteni: «Pagato carissimo il sostegno a Draghi»

Resa dei conti nel Pd con Chiara Braga, deputata riconfermata e membro della segreteria nazionale che parla di «sconfitta che richiede un’azione all’altezza della situazione» e parla di necessità di fare autocritica rimettendo «in discussione ruoli e dirigenti del partito, me compresa». Il consigliere regionale dem Angelo Orsenigo chiede «una rivoluzione a tutti i livelli» sottolineando però che «non sarà sufficiente cambiare la faccia dei segretari nazionali o provinciali, ma serve risintonizzarsi con la realtà». Il segretario provinciale Federico Broggi sottolinea che «non ci può essere solo un cambio di nomi, ma si deve intervenire sui contenuti con un confronto vero».

L’autocritica

Una situazione decisamente complicata da affrontare, quindi, da Roma a Como (dove tra le anime del partito storicamente già il clima è teso) e in tutta Italia. Braga parla di «dati molto chiari e netti» e chiarisce che «bisogna prendere atto di un’affermazione decisa della destra a guida FdI e di un risultato che per noi non è soddisfacente».

Sottolinea che «è stata pagata la responsabilità del governo in questi anni e l’essere andati al voto senza coalizione con una legge elettorale che, invece, premia proprio le coalizioni». Su questo punto chiama in causa anche Calenda e Cinque Stelle. Ma è innanzitutto il Pd ad uscire a pezzi dalla competizione elettorale. «È una sconfitta che richiede una reazione adeguata e altezza della situazione - prosegue Braga - Oggi il segretario ha detto chiaramente che guiderà la fase del congresso, lo ringrazio per questo e condivido con lui la nettezza sul fatto che serva un momento di riflessione profonda prima ancora che sul rapporto con le altre forze politiche, sulla nostra identità». La parlamentare ammette che «è giusto interrogarsi su scelte che collegialmente il partito ha fatto e questo significa rimettere in discussione ruoli e responsabilità , me compresa. Serve ora una discussione che sia utile a noi e non possiamo farla per finta o all’acqua di rose. Apprezzo che chi ha guidato il partito non si sottragga a guidare l’avvio di questo processo». Su una cosa però Braga avverte: «Penso però che i temi di cui mi sono occupata, quelli climatici e ambientali, non vadano messi in soffitta, ma siano pezzi importanti per l’identità del Pd».

Il consigliere regionale Orsenigo è tranchant: «Una sconfitta senza se e senza ma. Da qui deve partire una rivoluzione all’interno del partito, non sarà sufficiente cambiare la faccia del segretario, ma risintonizzarci con la parte del Paese che non ci ha scelto e ci ha visto lontano». Dice che «la campagna e i temi non hanno funzionato» e auspica cambiamenti radicali. «Abbiamo perso a Como, Cantù, Erba. Il partito va rifondato, anche a livello locale, partendo dalla politica. Va aperta una fase congressuale a tutti i livelli e che sia vera, non serve parlarci tra di noi e poi cambiare il segretario. Il tema non è Letta sì o no o Broggi sì o no, ma i contenuti». Proprio Broggi, che si dice pronto « a fare un passo indietro» sottolinea però che «bisogna definire cosa si vuole essere da grandi e vanno risolti problemi lì dal 2008».

Il Carroccio

Fibrillazioni anche in casa Lega, doppiata da Fratelli d’Italia. Nicola Molteni non nasconde il momento, ma fa quadrato attorno a Salvini: «Io sono sempre stato uno di quelli che dicevano di non esaltarsi con il 34% e deprimersi con il 9%. I voti si contano e si pesano. La Lega sarà determinante, per esempio, per avviare l’Autonomia, che significa responsabilità, efficienza e servizi a costi bassi». Spiega che «si paga con il sangue la scelta coraggiosa e responsabile che un movimento patriottico come il nostro non poteva non fare cioè entrare nel Governo Draghi». E su Salvini è netto: «Ha la fiducia massima e totale, senza se e senza ma».

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