Rezzago, Lidia lascia il bancone dopo 66 anni

Il saluto Chiude l’unico bar, edicola e tabaccaio del paese. «Perdiamo un punto di riferimento, ma restano tanti buoni ricordi»

Rezzago

Dopo 66 anni dietro al bancone, Lidia Binda ha deciso di togliersi il grembiule per l’ultima volta e salutare. Rezzago perde una delle sue figure più simboliche.

Ottant’anni, compiuti lo scorso luglio, e una vita intera dedicata al lavoro e alla comunità: fino a pochi mesi fa era l’anima del negozio nel cuore del paese, un punto di riferimento quotidiano per generazioni di rezzaghesi.

Con il suo pensionamento, Rezzago perde in un colpo solo l’unico bar, l’unica edicola e l’unico tabacchi. Un fatto che racconta, meglio di tante parole, quanto possa essere determinante una sola persona per la vita di un piccolo centro.

La storia

Lidia aveva iniziato a lavorare a soli 14 anni, entrando nel locale gestito dalla mamma e dallo zio. Era il 1969, l’anno di Woodstock e dell’attentato fallito al leader Russo Leonid Brežnev. Da allora non se n’è più andata.

La struttura, situata in centro paese, era un tempo la storica Osteria Damiano e conserva ancora oggi, all’ingresso, lo scudo sabaudo, silenziosa testimonianza di un passato lontano. Per decenni quel negozio è stato molto più di un esercizio commerciale: un luogo di incontro, di scambio, di socialità.

Poco prima di Natale, l’amministrazione comunale di Rezzago, guidata dal sindaco Sergio Binda, ha voluto rendere omaggio a Lidia accogliendola in Consiglio comunale e consegnandole una targa. Nella motivazione si legge: «A Lidia Binda per il suo proficuo servizio alla comunità, fornito con dedizione e impegno per tanti e preziosi anni di vita. Un immenso grazie. Da ora, assente il suo sorriso tra le antiche mura del Mian, il sipario si chiude, ma non sui ricordi di un buon tempo passato».

Visibilmente emozionata e felice, Lidia ha partecipato alla cerimonia insieme ai figli e ai nipoti, alla presenza dell’intero gruppo amministrativo del paese. Un momento semplice ma carico di significato.

«Molto più di un bar»

Il sindaco Sergio Binda ha sottolineato il valore della sua figura: «A luglio Lidia ha compiuto 80 anni e, senza i problemi alle ginocchia, avrebbe tranquillamente continuato a tenere aperto il locale. È entrata qui a 14 anni: parliamo di 66 anni di impegno ininterrotto per il paese. In origine era un alimentari con bar, poi è diventato molto di più».

La presenza di Lidia si era già ridotta a partire da maggio, quando i problemi di salute l’hanno costretta a rallentare.

«Per noi è una perdita immensa – conclude il sindaco – perché rappresentava un punto di riferimento. Con lei perdiamo servizi essenziali: non avremo più un’edicola, un bar e un tabacchi».

Il sipario si chiude, ma il ricordo resta vivo nella memoria di un intero paese. Un peccato perdere un luogo che d’estate, con il suo cortile esterno, era frequentato da tantissime persone.

© RIPRODUZIONE RISERVATA