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Scuola Il ministro Valditara ha firmato l’ordinanza. Si inizia il 18 giugno ed è vietato fare scena muta
In vista dell’inizio dell’Esame di Stato, la nuova maturità non è più soltanto una riforma, ma una realtà che porta la firma del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Si inizia alle 8:30 del 18 giugno con la prima prova di italiano, uguale per tutti, seguita il 19 giugno dalla seconda prova, la cui materia cambia a seconda dei percorsi scolastici: latino al Classico, matematica allo Scientifico, lingua e cultura straniera 1 al Liceo linguistico, economia aziendale per gli istituti tecnici ad indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” e così via.
La prima novità riguarda la composizione delle commissioni d’esame: rispetto all’anno scorso sono state ridotte a cinque membri, quindi oltre al presidente ci saranno due docenti interni e due colleghi esterni.
Ma è sul gran finale, cioè il colloquio orale, che si concentrano le novità della riforma. Durante i primi minuti, toccherà agli studenti condurre una riflessione sul proprio percorso scolastico, in cui raccontare la propria crescita e le esperienze maturate negli anni in classe. Successivamente, la discussione si concentrerà su nozioni e discipline, che sono solo quattro. Argomenti del colloquio orale saranno anche l’esperienza di alternanza scuola lavoro (ex Pcto) e l’educazione civica.
L’anno scorso in tutta Italia si sono verificati casi di studenti e studentesse che, in segno di protesta, non hanno aperto bocca al colloquio orale, contando su una promozione matematica per via del punteggio già accumulato. Quest’estate però, vietato fare scena muta o rifiutare di partecipare all’orale: il ministero ha deciso che comporterà la bocciatura diretta. Rimane invece invariata la ripartizione del punteggio: 20 punti per la prima prova, 20 per la seconda, 20 per l’orale e fino a 40 punti per il credito scolastico (totale 100).
I candidati alla maturità 2026, per definirsi tali, dovranno aver frequentato almeno tre quarti del monte ore, partecipato alle prove Invalsi (il cui voto non incide sulla valutazione) e completato le ore di alternanza scuola-lavoro. In pagella bisogna avere il sei in tutte le materie, con possibilità di deroga per un cinque. Se però quel cinque è in condotta, addio maturità.
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