La scomparsa di Tizzano, reggente il comasco Quaglino

Il vice ai funerali del presidente della Federazione di canottaggio insieme a D’Angelo Il vice comascoai funerali del presidentedella Federazioneinsieme a D’Angelo

Canottaggio

La scomparsa a 57 anni del presidente Davide Tizzano, dopo soli tredici mesi alla guida della Federazione Italiana Canottaggio, non solo ha profondamente colpito il movimento remiero italiano, ma ha fatto automaticamente decadere il consiglio federale eletto il 24 novembre 2024 nell’assemblea di Pisa.

Per l’amministrazione ordinaria, resterà in carica il vice presidente vicario, il comasco Fabrizio Quaglino, che dovrà indire e convocare, entro 90 giorni nuove elezioni. Quaglino e il presidente del Coni di Como Niki D’Angelo sono partiti ieri mattina per Napoli con il Frecciarossa per essere presenti al funerale di Tizzano alle ore 17 nella Basilica di Capodimonte.

«Davide grande atleta e grande dirigente - così Quaglino ha voluto solo esprimere i suoi sentimenti, senza pensare al dopo - . Molto puntiglioso, pignolo oltre che professionale. Da lui si poteva solo imparare per migliorare».

Profondamente colpito anche Niki D’Angelo. «Ho perso il mio grande e storico amico - dice il numero 1 del Coni comasco -. Abbiano fatto vacanze a famiglie riunite. Non potevo non salutarlo per l’ultima volta e abbracciare la sua Roberta e i ragazzi anche da parte della mia Roberta».

Numerosi messaggi di cordoglio sono stati inviati dalle società comasche. «Ero nel consiglio federale con Davide nel quadriennio 2004 – 2008 – ricorda Enzo Molteni – e siamo andati insieme a Pechino a preparare Casa Italia per le Olimpiadi. Per il bene del canottaggio, spero che l’opera di rinnovamento della Federazione da lui iniziata possa essere portata avanti da Fabrizio Quaglino, che ne sarebbe il degno successore».

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