Giù le mani da Cesc: lo attaccano
perché dà fastidio
Il commento Lo scontro tra Allegri e Fábregas non nasce dal campo ma da un sistema che non tollera chi lo provoca e lo mette in discussione
Como
Era tutto apparecchiato perché succedesse. A volte i giornali esagerano, gonfiano le cose, ma stavolta no. Anzi, il livore e l’antipatia generati sulla base del famoso dibattito resultatismo-giochismo ha prodotto una frattura tra Allegri e Fabregas più ampia di quello che era sembrato. Più che altro, va detto, allergia di Allegri verso Fabregas. Eppure i segnali c’erano stati. Dopo la partita di un mese fa, c’erano stati i sorrisini compiaciuti di Max dopo la vittoria “utilitaristica” del Sinigaglia. E poi, alla vigilia della partita, quando Allegri aveva chiosato: «Il Como? Gioca bene ma corriamo per obiettivi diversi». Come dire: pussa via, brutta bertuccia. Doveva finire così. Ma non tutto quello che si è visto, spiega lo scontro tra i due, o meglio gli insulti e la presa in giro di Allegri verso Fabregas. Il quale ha sbagliato, certo, a toccare Saelemaekers, lo dice il regolamento. Ma cosa ha fatto? No, perché lo hanno descritto come se avesse placcato il giocatore... Un tocchettino. Vietato. Ma un tocchettino.
L’allenatore teatrale
Il tecnico spagnolo fa pratica di equilibrismo sulla sottile linea del concesso-non concesso, un marchio di fabbrica. Complice lo scarso spazio che c’è tra la panchina e il campo, al Sinigaglia, ha sempre i piedi vicini alla linea laterale. Coinvolge il pubblico, è teatrale nell’incitamento ai suoi, “sangre” dice lui, sa come dare la scossa, creare adrenalina, scuotere i suoi: ammettiamo, a volte difficile gestione da parte dell’arbitro. Poi, però, tutto quello che è successo dopo, da ieri sera con gli insulti di Allegri, poi con i commenti degli addetti ai lavori ex allenatori ed ex giocatori, c’entra poco con Saelemaekers. Già dare del “coglione” o del “bambino” non è banale. Sa tanto di “Come ti permetti?”. Attacchi sconsiderati, sino al punto di paragonarlo a Bastoni, nel suo gesto fedifrago. Bastoni? Commenti fatti con quella punta di saccentismo tipico di chi accusa per destabilizzare.
Un Robin Hood che va avanti a testa bassa
La verità è che Fabregas dà fastidio. Punto. Ve lo avevamo detto qualche mese fa, qualcuno ci aveva tacciato di partigianeria e populismo. Ma Fabregas continua a provocare furbescamente e deliziosamente il calcio italiano, con il risultato che il sistema lo ripudia. Noi stiamo con lui, e non solo perché è l’allenatore del Como. Ma perché ha il coraggio di mettere in discussione un sistema vecchio. Perché va all’attacco. Perché ha coraggio, è sfrontato, intelligente e ha il fascino di chi, debole, va contro i grandi. Anche se il suo Como è miliardario, resta un Robin Hood. Sa che si è messo contro il sistema, e va vanti a testa bassa senza esitazioni. E poi, fatecelo dire, avete idea di che piacere provino i tifosi del Como, per una volta, a avere uno così dalla loro parte? Quelli fatti così sono stati sempre e comunque dall’altra parte. Quelli forti, quelli che si permettevano di spernacchiare, erano dall’altra parte. Adesso invece è qui con noi. E non sappiamo quanto durerà, ma fatecelo godere sino in fondo. Vamos Fábregas, estamos contigo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA