Lo striscione della curva e quello per Fabregas

Colore Quarant’anni. Como-Samp 1986, semifinale anche allora. Sono tanti. Ma c’è chi dice, andando verso lo stadio: «Io c’ero»

Como

Quarant’anni. Como-Samp 1986, semifinale anche allora. Sono tanti. Ma c’è chi dice, andando verso lo stadio: «Io c’ero». «Ero qui, ero là, avevo fatto quello, avevo fatto questo». Non diciamo con una lacrima agli occhi, forse è esagerato, ma con un velo di commozione sì. Lo stadio è una macchina del tempo, ogni volta guardi indietro per andare avanti. Ci si ritrova qui, dietro la curva, i ragazzini di un tempo hanno capelli e barba bianchi. Ma negli occhi c’è una luce aliena. Un raggio laser. Quarant’anni fa la curva aveva esposto uno striscione speciale per spingere la squadra: «Regalateci un sogno». Stavolta, quarant’anni dopo, la curva si ripete: «All’attacco Como» gigante, con la coccarda della Coppa Italia a fissare il momento. Colpo d’occhio emozionante. Quarant’anni fa c’era più bolgia. Forse è l’effetto del tempo, la curva spinge, ma il resto dello stadio e più composto di allora. Niente insulti agli odiatissimi rivali dell’Inter. Motivo? La regola delle curve di oggi, se mancano i tifosi ospiti, non si insulta nessuno. Curioso che lo si faccia durante le altre partite, (tipo contro il Lecce) ma tant’è. Regole. Certo c’è la volontà di essere decisivi, la spinta è forte, i cori possenti. E niente accendini.

Poi c’è il capitolo Bastoni. Come previsto, ogni volta che il capitano dell’Inter tocca il pallone, arriva una bordata di fischi, da tutti i settori. Fischi assordanti. Dopo la simulazione di Inter-Juve, è il destino che accompagnerà il giocatore per mesi e mesi. Un tam tam che passa da stadio a stadio. Fischi i tribuna all’apparire di Marotta, accompagnato dal comasco Zanetti. Applausi per Pepe Reina e Varane, indifferenza per De Rossi. Nel settore ospiti pochi tifosi (visti i divieti ai tifosi nerazzurri), nei distinti qualche posto vuoto abbastanza incredibile visto il tipo di appuntamento, ma tanto ormai le modalità di vendita dei biglietti fanno passare la voglia anche al più appassionato dai tifosi.

Nel secondo tempo, ecco il bandierone dei Pesi Massimi steso sopra le teste: «Vamos adelante comandante Fabregas», con una bella immagine del tecnico. Doveroso l’omaggio a un condottiero unico nella nostra storia.

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