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Giovedì 19 Febbraio 2026
«Sei un c.... Sei un bambino!»
Nel dopopartita La lite tra Allegri e Fabregas. Cosa è successo davvero negli spogliatoi?
Milano
Quella di ieri sera non era solo la sfida tra Milan e Como, ma anche tra Allegri e Fabregas. Allenatori con idee, storie e caratteri completamente diversi, che si sono manifestati già durante la partita, per poi sfociare negli spogliatoi a fine gara. Ma cosa è successo davvero?
Il fatto
Siamo all’80’ quando si crea un parapiglia in campo che vede Fabregas e Saelemaekers. Il tecnico del Como chiedeva un secondo giallo – non estratto da Mariani - mentre ostacolava il belga nei pressi della sua panchina impedendo praticamente una ripartenza del Milan. A quel punto gli animi si sono surriscaldati, le panchine si sono ritrovate a muso duro. Landucci – vice di Allegri - è corso furibondo verso quella comasca e Mariani ci ha messo del tempo a riportare la calma. Non prima di espellere Allegri e il team manager dei lariani. Sull’episodio a fine gara Fabregas si è poi scusato: «Chiedo scusa perché ho fatto una cosa di cui non sono orgoglioso, ho fatto una cosa antisportiva. Abbiamo rubato la palla, ma ho toccato un po’ per l’emozione (Saelemaekers, ndr). Come diceva Chivu l’altro giorno: le mani a casa, specialmente l’allenatore. Non possiamo fare questo. Una cosa che spero di non fare mai più».
Allegri però non ha digerito comunque il gesto: «Si è scusato? Ho capito, allora se la prossima volta parte uno lungo la linea, faccio una scivolata ed entro anch’io. Sono andato lì per difendere Saelemaekers, il giocatore ha avuto una reazione e in quel momento lì mi è venuto incontro uno del Como, non so chi è, ma non è successo niente. Quando si sta in campo bisogna essere rispettosi verso l’arbitro e verso le squadre».
Negli spogliatoi
Dopo le parole davanti ai giornalisti, la situazione è degenerata. Proprio Allegri e Fabregas si sono incrociati a margine della conferenza stampa e tra i due sono volate parole grosse. In particolare, il tecnico rossonero si è rivolto al collega dicendo: «Sei un c.... Sei un bambino che ha appena iniziato a fare l’allenatore». Il confronto, molto duro, poi sarebbe proseguito lontano dagli occhi della stampa.
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