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Venerdì 06 Febbraio 2026
Verso i quarti di Coppa. Sognando una notte come quella dell’86
Martedì a Napoli Di nuovo la semifinale da conquistare. E anche stavolta il Como sfida i campioni d’Italia in carica
Como
Succedeva così anche quarant’anni fa. Cioè quando, per l’unica volta nella sua storia prima di oggi, il Como raggiunse i quarti di finale di Coppa Italia. Anche quella volta l’avversario da superare per arrivare alla semifinale era la squadra detentrice dello scudetto, la squadra Campione d’Italia nella stagione precedente. Quarant’anni fa il Verona di Osvaldo Bagnoli, campione nell’85, oggi il Napoli di Antonio Conte.
Semplice coincidenza o segnale del destino che sia, quella volta il Como arrivò fino alla semifinale. E qui ci fermiamo, per scaramanzia e perchè quello che accadde poi – la semifinale con la Sampdoria persa a tavolino – è un capitolo a parte. La Coppa sarebbe stata davvero alla portata di quel Como, senza quell’episodio. E con lei la prima storica qualificazione a una delle principali Coppe europee, l’allora Coppa delle Coppe.
I gialloblù di Bagnoli
Ma quel quarto di finale vinto contro il Verona, per chi c’era, resta uno dei momenti più emozionanti nella storia del Como anni ’80. Innanzitutto, la Coppa Italia allora era un’altra cosa, non un paio di partite secche e via, ma un percorso molto più lungo e complesso. Oggi per arrivare ai quarti il Como ha giocato tre partite, contro Sudtirol, Sassuolo e Fiorentina. Allora per arrivare a quella sfida con i gialloblù ne aveva già giocate sette, ed era così per tutti, non esistevano teste di serie, tutti partivano allo stesso modo da agosto. Otto gironi da sei squadre, ognuno le affrontava tutte e cinque e le prime due di ogni girone – il Como era con Torino, Varese, Sambenedettese, Rimini e Triestina – passavano agli ottavi.
E lì, altra tappa mitica, passata alla storia. La doppia sfida con la Juventus, che peraltro a fine stagione vinse lo scudetto. Niente scontri diretti, si giocava andata e ritorno. E l’andata fu quell’indimenticabile partita sotto una potente nevicata, una delle partite più citate e ricordate della storia del Como. Che in quella situazione pazzesca vinse 1-0 con il gol di Corneliusson, per pareggiare poi 1-1 a Torino.
Si arrivò così a quella sfida con il Verona, piena di significati. Si giocò prima a Verona, dove il Como perse 2-1, doppietta di Vignola e gol di Notaristefano al 90’. Al ritorno il Sinigaglia era una bolgia, strapieno e ribollente di tifo: indimenticabile l’applauso della curva e di tutto lo stadio a Giuliano Giuliani, che proprio in quella stagione aveva lasciato il Como per diventare il portiere dell’Hellas. Ma in quel Verona giocavano altri ex molto amati, come Fontolan e Volpati, e in panchina altro illustre ex, mister Bagnoli. Il clima era tesissimo anche nelle curve, allora la rivalità tra le due tifoserie era veramente alle stelle.
Una partita fantastica
«Verona distrutto dal Como» fu uno dei titoli del giorno dopo. E fu davvero così, dopo una battaglia che vide i gialloblù finire la partita addirittura in dieci. Segnò Casagrande, Verza pareggiò quasi subito: uno a uno dopo nemmeno venti minuti. Ma il Como a quel punto diventò padrone del campo, snervando letteralmente i campioni d’Italia, decimati via via dai cartellini rossi. L’eroe della serata fu Stefano Borgonovo, autore della doppietta, alla fine del primo tempo e all’inizio del secondo, che suggellò il capolavoro. «Un Como stupendo», si lesse il giorno dopo sui quotidiani, che parlarono di «incontro perfetto sotto il profilo tattico». Fu in effetti una delle versioni più belle della squadra comasca nella sua storia. Anche questa, come l’avversario con il tricolore sul petto, potrebbe essere un bel segno del destino.
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