«I capitoli più importanti sono stati Wenger e Conte»: dalla Spagna a riportare il Como tra le grandi

Calcio Dai successi con l’Arsenal fino all’arrivo a Como: ripercorriamo la carriera di un campione che, anche a 39 anni, continua a scrivere la storia

Como

Cesc Fabregas, un nome più che conosciuto nel calcio europeo. Oggi considerato un allenatore formidabile per il lavoro svolto che ha permesso al suo Como, al secondo anno in Serie A, di lottare per l’Europa e di poter ancora sognare un posto in Champions League in caso di ulteriori passi falsi di Juventus e Milan.

Sappiamo bene che Fabregas non è solo questo: oggi è un grande allenatore, certo, ma è doveroso ricordare cos’è stato all’Arsenal, al Barcellona e al Chelsea: un tripudio di calcio e tecnica che gli ha permesso di farsi spazio tra le big d’Europa.

Il Barcellona lo forma e l’Inghilterra lo accoglie: gli anni all’Arsenal

Nato nel vivaio della squadra catalana, Cesc Fabregas muove i primi passi nel calcio professionistico in Inghilterra, nell’Arsenal di Arsène Wenger, colui che lo lanciò nel calcio che conta. Atterrato a Londra nel settembre del 2003, trovò la sua prima titolarità nell’ottobre dello stesso anno, in un match di League Cup contro il Rotherham United Football Club: a 16 anni e 177 giorni divenne il più giovane calciatore dell’Arsenal ad aver militato in prima squadra. Ma questo non gli bastò. Divenne anche il più giovane marcatore dei Gunners, segnando sempre in un match di League Cup, stavolta contro il Wolverhampton, vincendo 5-1.

Cesc quell’anno, però, non trovò la titolarità in campionato. Fece il suo debutto nel maggiore lega inglese nell’annata 2004/2005, a 17 anni. Dovendo sostituire l’infortunato Vieira, debuttò contro il Manchester United, dando un’ottima impressione di sè dopo aver segnato un gol nel match vinto 3-0 contro il Blackburn, battendo un ulteriore record: diventò il più giovane calciatore dell’Arsenal a segnare in campionato.

Arrivò spazio anche in Champions League, a seguito degli infortuni di Edu Gaspar e Gilberto Silva, diventando il secondo goleador più giovane del torneo. Segnò il terzo gol contro il Rosenborg, nella partita vinta 5-1 dai Gunners. La stagione 2004/2005 si concluse con la vittoria della Fia Cup contro il Manchester United, guadagnata ai calci di rigore.

Nella stagione 2005/2006 si distinse particolarmente nella partita di Champions League contro la Juventus, segnando il primo gol dell’Arsenal e fornendo l’assist per il raddoppio di Thierry Henry.

La svolta arriva il 24 novembre 2008. Fabregas scende in campo con la fascia da capitano al braccio. Poco dopo, però, rimediò un infortunio al legamento del ginocchio destro, tornò in campo solo nell’aprile del 2009. Giocò la partita contro il Manchester City, la quale finì 2-0 per i Gunners con due assist dello spagnolo.

Il ritorno in Spagna: la chiamata del Barcellona

Fabregas ritorna nella sua terra d’origine nell’agosto del 2011, proprio nella squadra che lo ha formato. A due giorni dall’ufficializzazione trova la titolarità, conquistando la Supercoppa spagnola contro il Real Madrid. Il primo gol arriva il 26 agosto contro il Porto, che sigla il raddoppio (Messi 39’ ; Fabregas 88’) e la vittoria della Supercoppa UEFA.

Nell’aprile del 2013 mette a segno la prima tripletta in maglia Blaugrana nella partita contro il Maiorca. Il match finì 5-0 per i catalani. L’avventura in Spagna si chiude dopo appena 3 anni con il trasferimento al Chelsea nel giugno 2014.

Di nuovo Londra, ma questa volta la maglia è blu: il percorso al Chelsea, la parentesi di Monaco e la chiamata del Como

Nel 2014 Cesc torna a Londra, ma stavolta dalla parte avversaria: sono gli anni del Chelsea. Nel settembre dello stesso anno segna il suo primo gol in maglia Blues, dopo aver fornito due assist qualche giorno prima. Nel 2016 raggiunge quota 100 assist in Premier League. Sotto la guida di Antonio Conte sperimenta gli allenamenti intensi, basati sulla corsa e la tenuta fisica, cosa che dice di averlo impressionato, e non poco: «Ho imparato tanto da lui, fisicamente mi sentivo molto forte». Passa cinque anni al Chelsea, per poi trasferirsi a titolo definitivo al Monaco nel 2019, durante la finestra di mercato invernale.

Frenato dal Covid e da numerosi infortuni nella sua ultima stagione nel principato, Fabregas chiude la sua carriera a Monaco con 68 presenze, 4 gol e 7 assist. Nell’agosto del 2022 viene ingaggiato dal Como, ancora militante in Serie B. Al termine di quella stagione dichiarò il suo ritiro dal calcio giocato.

La carriera da allenatore e il prestigio lariano

Iniziò la sua carriera da allenatore nel 2023, subito dopo il suo ritiro, allenando proprio la Primavera del Como. L’esperienza nella giovanile durò poco: nel novembre dello stesso anno venne chiamato ad allenare la prima squadra raggiungendo la promozione in Serie A.

Da quel momento è tutto in discesa: alla sua prima stagione da allenatore di una squadra di Serie A raggiunge il decimo posto a quota 49 punti, mentre, nella stagione 2025/2026 - ancora in corso - il Como si trova al quinto posto a 62 punti, in piena lotta per un posto in Europa e con la corsa alla Champions riaperta.

La nazionale: campione del mondo e campione europeo

Debuttò in nazionale maggiore nel 2006, convocato per il campionato Mondiale - poi vinto dall’Italia- trovando spesso il campo in diverse partite. Per quindici anni fu il calciatore spagnolo più giovane ad aver giocato con la massima selezione, record battuto da Pedri che esordì a 18 anni e 201 giorni.

Nel 2008 vinse il Campionato Europeo con la sua nazionale, la quale si impose per 1-0 nella finale contro la Germania. La consacrazione arriva nel 2010 in Sudafrica: Fabregas è Campione del Mondo con la sua Spagna. Fornì l’assist per il gol della vittoria segnato da Iniesta contro i Paesi Bassi.

Nel 2012 arriva un altro trofeo per la nazionale e per Cesc. Nella finale del Campionato Europeo, la Spagna si impone per 4-0 sull’Italia. Chiude la sua carriera in Nazionale dopo 10 anni, con 110 presenze e 15 gol.

Cesc non ha mai smesso di essere determinante nella sua carriera, specialmente adesso con un Como forte e promettente.

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