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Mercoledì 07 Gennaio 2026
Riva è “dentro” la Dakar: «E le difficoltà crescono»
Il pilota comasco prosegue la marcia a buon ritmo nell’edizione 2026
Mattia Riva prosegue la marcia a buon ritmo nella Dakar 2026, concludendo la terza tappa in posizione numero 87, dopo un prologo affrontato con estrema prudenza e un primo stage ritardato da una penalità molto discutibile, ma non tolta nonostante il reclamo motivato.
Anche ieri la tappa è stata molto dura, sui 420 chilometri di prove speciali e una distanza totale di 666 km, da Al Ula e ritorno, con i suoi enormi canyon e le sue grandi rocce. Inoltre, chilometri di sabbia piatta hanno poi messo a dura prova le abilità di navigazione. Tuttavia l’esperto pilota cernobbiese, in sella alla sua Ktm, ha affrontato tutte le difficoltà del percorso, arrivando al bivacco, mentre non pochi sono stati i ritiri.
«È stata una tappa durissima – commenta Mattia - con tratti più veloci di quella di lunedì, ma con diverse insidie. Le difficoltà sono cresciute con il buio fino all’arrivo al bivacco. Mi sto accorgendo che diventa sempre più dura, ma sono in grado di andare avanti ad affrontarla sino alla fine. La moto, infatti, va bene e si dimostra performante, pertanto sono tranquillo. Le esperienze che sto vivendo dono tante e ogni giorno che passa acquisto sempre maggiore fiducia. Parola d’ordine: non mollare mai».
A dimostrazione di quanto il rally raid saudita sia imprevedibile, la terza frazione si è chiusa con qualche colpo di scena, per la vittoria di Schareina davanti allo statunitense Brabec e all’australiano Sanders, che comunque rimane ancora in testa alla classifica generale. Per quanto riguarda gli italiani, positiva invece la giornata di Paolo Lucci, che è riuscito ad arrivare al traguardo con il 20° tempo con la sua Honda, staccato di 34’22”. Nella generale quindi occupa una buonissima 17° posizione assoluta, la sesta nella classe Rally2.
Oggi la Dakar entra nel vivo nel vivo con la prima delle due tappe Marathon che porterà i corridori da Al Ula fino alla città di Ha’il. La prima parte verrà disputata negli spazi aperti delle dune sabbiose che richiederanno comunque grande attenzione per i sali e scendi.
I piloti che riusciranno a passare i primi 451 chilometri cronometrati della Marathon saranno attesi da due zone di riposo in cui non sarà disponibile l’assistenza dei team e in cui dovranno passare la notte nelle tende con falò e razioni. Non solo le difficoltà del percorso di ogni tappa, ma anche condizioni non certo agevoli da sopportare. Questa è la Dakar.
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